Il 17 maggio torna la marcia dello Zingaro, simbolo dell’ambientalismo siciliano

Quarantasei anni dopo la marcia che fermò le ruspe e cambiò la storia della Sicilia, Scopello torna a mobilitarsi per difendere la costa dello Zingaro. Domenica prossima, alle 15, prenderà infatti il via la seconda “Marcia Popolare verso lo Zingaro”, iniziativa civica promossa da cittadini, associazioni e realtà del territorio per richiamare l’attenzione sulla tutela ambientale e sulla salvaguardia di uno dei tratti più preziosi del Mediterraneo. L’appuntamento partirà da Scopello e attraverserà il percorso che conduce alla Riserva Naturale Orientata dello Zingaro, luogo simbolo di una delle più importanti vittorie ambientaliste italiane. Per capire il peso di questa iniziativa bisogna tornare al 1980, quando oltre duemila persone bloccarono il progetto di una strada litoranea destinata a sventrare sette chilometri di costa incontaminata tra Scopello e San Vito Lo Capo. In quegli anni la Sicilia era travolta dalla speculazione edilizia e dal cosiddetto “sacco” delle coste. Le ruspe avevano già iniziato a scavare quando ambientalisti, cittadini, studenti e contadini decisero di opporsi fisicamente all’avanzata del cemento. Quella storica mobilitazione del 18 maggio 1980, guidata dall’attivista Franco Russo, riuscì a fermare i lavori e aprì la strada alla nascita, nel 1981, della prima riserva naturale della Sicilia. Una battaglia che anticipò persino la futura normativa nazionale sulle aree protette e trasformò lo Zingaro in un simbolo nazionale della difesa del territorio. Oggi il nemico non è più soltanto la ruspa. Gli organizzatori della nuova marcia puntano il dito contro gli incendi dolosi che ciclicamente devastano le colline della zona, il turismo di massa che mette sotto pressione l’ecosistema e il rischio di nuove forme di privatizzazione e cementificazione “silenziosa” delle aree costiere. La manifestazione avrà anche un forte carattere artistico e culturale. Prevista la partecipazione di musicisti, clown, poeti, mimi, ballerini e artisti di strada, insieme a testimonianze dedicate all’impegno ambientale e antimafia. Il messaggio resta identico. Lo Zingaro non è un patrimonio acquisito per sempre. È una conquista popolare che, ieri come oggi, ha bisogno di cittadini pronti a difenderla passo dopo passo.