Giovanni Luppino condannato a 4 anni e 5 mesi per tentata estorsione

di Redazione Alpa Uno ·

Messina Denaro, in carcere l'autista Luppino. Ha dichiarato di non conoscere il capomafia

È arrivata la condanna per Giovanni Luppino, l’imprenditore di Campobello di Mazara finito al centro delle indagini sulla rete di protezione di Matteo Messina Denaro. Il Gup del Tribunale di Palermo Lorenzo Chiaramonte, al termine del rito abbreviato, lo ha condannato a 4 anni, 5 mesi e 10 giorni di reclusione per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Luppino, già noto alle cronache perché era l’autista del boss di Castelvetrano e si trovava con lui il 16 gennaio 2023 davanti alla clinica La Maddalena di Palermo, giorno della cattura dopo trent’anni di latitanza, è stato giudicato nell’ambito del procedimento nato dall’operazione “Alba”, condotta dai carabinieri e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo.

Al centro del processo la contestazione di una tentata estorsione ai danni dell’imprenditore oleario di Castelvetrano Francesco Lombardo. Secondo l’accusa, Luppino avrebbe agito sfruttando il peso e la forza intimidatrice del contesto mafioso riconducibile alla famiglia Messina Denaro. Il procedimento rappresenta uno dei filoni investigativi sviluppati dopo l’arresto del superlatitante, con l’obiettivo di ricostruire non soltanto la rete di favoreggiatori che ne ha consentito la fuga per decenni, ma anche i meccanismi economici e imprenditoriali che avrebbero sostenuto la sua permanenza sul territorio.

Nel processo sono stati invece assolti Santo La Rocca e Nicola Pandolfo, entrambi originari di Partanna, dalle accuse contestate. Per loro è arrivata anche la scarcerazione. Una decisione che ridimensiona, almeno per queste posizioni, l’impianto accusatorio portato avanti dalla Procura. Le indagini sull’operazione “Alba” si sono concentrate anche sul ruolo della famiglia Luppino e sui presunti aiuti forniti al boss durante gli ultimi anni della latitanza trascorsi tra Castelvetrano e Campobello di Mazara. In altri procedimenti sono finiti sotto accusa anche i figli di Giovanni Luppino, Antonino e Vincenzo, ritenuti dagli investigatori coinvolti nella gestione logistica degli spostamenti e degli alloggi del capomafia.

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