Gal Elimos, otto sindaci del trapanese presentano esposto in Procura

La guerra interna al Gal Elimos entra ufficialmente nelle aule giudiziarie. Otto sindaci del territorio hanno presentato una denuncia-querela alla Procura della Repubblica di Trapani chiedendo di fare luce su una serie di presunte irregolarità che, a loro avviso, caratterizzerebbero la gestione della società consortile. Dopo gli esposti alla Regione Siciliana, l’interrogazione all’Ars e l’intervento dell’Autorità nazionale anticorruzione, la vicenda approda così sul terreno più delicato: quello penale. A firmare l’atto sono i sindaci di Buseto Palizzolo, Calatafimi Segesta, Castellammare del Golfo, Custonaci, Erice, Paceco, San Vito Lo Capo e Trapani. Nel mirino finisce ancora una volta il presidente del Gal, Liborio Furco, confermato alla guida dell’ente dall’assemblea dei soci dello scorso marzo.
Il punto centrale dell’esposto riguarda l’incarico affidato allo stesso Furco per il coordinamento dei cosiddetti servizi territoriali aggiuntivi, gli “extra Pal”. Viene contestata la mancanza di una netta separazione tra chi conferisce l’incarico e chi ne beneficia, circostanza che potrebbe configurare un conflitto di interessi. A ciò si aggiunge, secondo i firmatari, l’assenza di procedure comparative o di evidenze pubbliche che giustificassero la scelta. Le contestazioni investono la proroga dell’incarico, che secondo i sindaci, sarebbe stata discussa e approvata all’interno delle “varie ed eventuali”, senza essere inserita preventivamente all’ordine del giorno. Un altro elemento riguarda il finanziamento dell’incarico. L’attività sarebbe stata sostenuta attraverso un contributo straordinario richiesto ai Comuni soci, chiamati a versare 2.500 euro ciascuno oltre alle quote ordinarie già previste. I sindaci chiedono inoltre approfondimenti sull’incarico affidato all’interno del progetto europeo Incultum a Gaia Lupo, indicata come compagna o coniuge del presidente Furco. Il Gal Elimos ha sempre respinto ogni contestazione, sostenendo la correttezza della propria attività e la piena legittimità delle decisioni assunte. Adesso la partita cambia livello. Sarà la Procura di Trapani a stabilire se dietro le accuse vi siano semplici divergenze sulla gestione oppure fatti capaci di assumere rilevanza penale.