Funtanazza di Alcamo. Surdi rompe il silenzio, ma Quinci ancora tace

di Redazione Alpa Uno ·

Funtanazza, nasce la proposta: farne un centro popolare ambientale sul Monte Bonifato

Più di mille lettere inviate in una manciata di giorni, una mobilitazione popolare che monta come un’onda e una comunità che esige risposte, non promesse. La battaglia per la Funtanazza e il Monte Bonifato non è più una semplice protesta locale: è un caso politico. L’iniziativa della “Rete Funtanazza bene comune” tramite la piattaforma Action Network ha scosso le coscienze di cittadini, associazioni e attivisti, spingendoli a bombardare di mail i palazzi del potere per imporre lo stop immediato alla privatizzazione dell’area.

Dopo cinquanta giorni di silenzio dall’assemblea cittadina di fine marzo, il sindaco di Alcamo, Domenico Surdi, ha indirizzato una nota ufficiale al presidente del Libero Consorzio di Trapani, Salvatore Quinci. Nella missiva, Surdi sposa la linea della piazza: definisce la Funtanazza “un bene comune del territorio” e mette nero su bianco che qualunque futuro per l’area dovrà blindare “valorizzazione, sostenibilità ambientale, trasparenza, partecipazione civica e piena tutela della fruizione pubblica”. Il sindaco ha inoltre preteso un tavolo istituzionale per avviare “un percorso condiviso volto a individuare soluzioni equilibrate e coerenti con l’interesse pubblico”.

Una mossa che ricalca fedelmente la proposta di gestione partecipata elaborata dai residenti lo scorso marzo. Tuttavia, il successo della mobilitazione è a metà. Se l’amministrazione alcamese ha finalmente rotto il silenzio, sul fronte del Libero Consorzio si registra una preoccupante battuta d’arresto. Il presidente Quinci aveva precedentemente assicurato l’apertura di un tavolo di confronto con i rappresentanti del movimento, un appuntamento che tuttavia non è ancora stato calendarizzato. Inoltre nell’ultimo incontro si era mostrato irremovibile: la struttura sarebbe già stata assegnata a un ente privato e non ci sarebbe possibilità di revoca. Resta il fatto che una comunità intera e ora anche il primo cittadino chiedono che il futuro di un patrimonio comune non venga deciso nelle stanze chiuse della burocrazia: vedremo se resteranno inascoltati.

Tag: Attualità alcamo funtanazza