Fondi part-time ad Alcamo, scontro tra Comune e FP CGIL: pronti allo stato di agitazione e ai ricorsi

Pronti a proclamare lo stato di agitazione qualora non arrivino subito risposte dall’amministrazione comunale di Alcamo. È quanto è stato deciso a conclusione dell’assemblea dei lavoratori part-time del Comune, con particolare riferimento ai dipendenti con contratto a 24 ore settimanali.
La vertenza è stata al centro dell’incontro promosso dalla FP CGIL di Trapani, alla presenza del segretario generale Andrea Genna e del responsabile della Funzione Pubblica di Alcamo, Ignazio Calvaurso, nominato ieri coordinatore regionale FP CGIL per la polizia locale siciliana — un incarico di grande prestigio.
La controversia sui fondi regionali Di recente la Regione ha assegnato al Comune di Alcamo 248 mila euro destinati al personale. La giunta intende spalmare queste risorse su tutto il personale part-time, indipendentemente dall’orario di lavoro attuale. Secondo la FP CGIL, tuttavia, questa scelta non è coerente con la legge regionale, che prevede una priorità specifica per i dipendenti con la minore dotazione oraria settimanale.
Le richieste del sindacato Al termine dell’assemblea è stato approvato un ordine del giorno per chiedere formalmente al sindaco Domenico Surdi di:
- Destinazione integrale dei fondi: Impiegare l’intera somma di 248 mila euro per incrementare l’orario dei lavoratori part-time fermi a 24 ore settimanali.
- Decorrenza immediata: Attivare l’aumento orario a partire dal 1° settembre, in piena attuazione della normativa regionale.
- Stop al riparto indifferenziato: Rigettare la proposta della giunta — prospettata nell’avviso dirigenziale — di concedere solo un’ora aggiuntiva a tutto il personale a tempo parziale.
Rischio ricorsi al Giudice del Lavoro Qualora l’amministrazione comunale confermasse l’ipotesi dell’incremento di una sola ora per tutti, la FP CGIL ha annunciato non solo la proclamazione dello stato di agitazione per i lavoratori a 24 ore, ma anche l’avvio delle pratiche legali. Tramite il proprio ufficio legale, il sindacato valuterà l’impugnazione degli atti davanti al Giudice del Lavoro per tutelare i diritti delle fasce orarie più penalizzate.