Fognature fantasma e batosta autospurgo ad Alcamo: interrogazione della consigliera Di Giovanni

di Rosalinda Viola ·

Depuratore di Alcamo sempre fermo. Soluzione possibile con gruppo elettrogeno

La Consigliera Comunale di Alcamo, Denise Di Giovanni (Forza Italia), ha depositato un’interrogazione urgente (Prot. N. 33003 del 07/04/2026) indirizzata al Sindaco. Al centro della contestazione, le gravi criticità che colpiscono la gestione dei servizi essenziali ad Alcamo Marina e nelle aree periferiche della città.

1. Emergenza smaltimento liquami: Costi quintuplicati

Il punto più critico riguarda la decisione dell’Amministrazione, presa l’anno scorso a seguito di disposizioni da parte dell’ARPA, di imporre un limite di 50 mc giornalieri allo scarico dei liquami presso il depuratore comunale.

  • Il salasso per i cittadini: A causa di questa restrizione, le ditte di autospurgo sono costrette a trasferire i reflui delle fosse settiche fino a Castelvetrano.
  • Impatto economico: Il costo per singolo intervento passerebbe dai precedenti 100/120 euro agli attuali 600 euro. Secondo le stime della consigliera, una famiglia media (con tre svuotamenti a stagione) arriverebbe a pagare 1.800 euro l’anno.
  • Dubbi tecnici: Secondo la consigliera Di Giovanni il depuratore comunale risulterebbe sovradimensionato rispetto alle reali necessità della città, rendendo ingiustificata e tecnicamente dubbia la limitazione imposta.

2. Crisi idrica e servizi primari

La nota critica investe anche la gestione delle risorse idriche e le carenze infrastrutturali:

  • Promesse disattese: La consigliera definisce un “flop” l’impegno elettorale dell’Amministrazione volto a garantire l’erogazione costante dell’acqua (“acqua ogni giorno”).
  • Il nodo dei pozzi privati: Viene contestata la precedente chiusura dei pozzi privati, che avrebbe non solo messo in ginocchio attività produttive locali (autolavaggi, marmisti), ma anche saturato il servizio delle autobotti, lasciando sistematicamente i cittadini senz’acqua.

3. Rete fognaria: Un’opera fantasma

Di Giovanni punta il dito contro la mancata realizzazione della rete fognaria ad Alcamo Marina. Nonostante fosse un pilastro “ambizioso” del programma elettorale, la consigliera denuncia l’assenza totale di una programmazione concreta o di passi avanti nell’iter realizzativo.

In conclusione dell’interrogazione, la Consigliera Di Giovanni esige risposte su tre fronti:

  1. Le motivazioni reali che hanno portato al limite di scarico presso l’impianto di depurazione.
  2. L’individuazione di soluzioni alternative immediate che non penalizzino economicamente la cittadinanza.
  3. L’istituzione di un “fondo ristoratore” volto a indennizzare le famiglie colpite dai rincari, qualora venissero accertate responsabilità o errori di gestione da parte dell’Ente.

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