Focolaio in Sardegna, saltano i bovini: Calatafimi si affida alle pariglie toscane

di Redazione Alpa Uno ·

Focolaio in Sardegna, saltano i bovini: Calatafimi si affida alle pariglie toscane

L’atteso arrivo dei bovini dalla Sardegna, previsto per questa mattina, è stato ufficialmente annullato. A comunicarlo è il presidente del Ceto dei Massari, Giuseppe Avila, a seguito di un provvedimento restrittivo emesso dal Ministero della Salute.

Il blocco sanitario e la soluzione toscana

L’allarme è scattato a causa di un focolaio di Dermatite nodulare contagiosa in territorio sardo. Dal 15 aprile 2026 vige il divieto assoluto di movimentazione di bovini in uscita dall’intera regione. Nonostante ciò, la macchina organizzativa non si è arresa: il Ceto ha già individuato nuove pariglie di bovini in Toscana, il cui arrivo in città è previsto entro i prossimi due o tre giorni.

L’addestramento: sicurezza ed empatia

L’arrivo degli animali con venti giorni di anticipo rispetto al 1° maggio non è solo un rito, ma una necessità tecnica fondamentale. I buoi sono i veri protagonisti: a loro è affidato il compito di trainare il maestoso carro con la Torre tappezzata di “cucciddati”, il pane benedetto donato al popolo.

Per garantire la sicurezza di tutti, i bovari seguono un rigido protocollo di preparazione:

  • Adattamento al percorso: Le strade cittadine vengono sistemate con appositi aggreganti per non creare problemi alle zampe degli animali.
  • Socializzazione: I buoi devono abituarsi alla folla, alle luminarie che già decorano la città e ai suoni della festa.
  • Prove tecniche: L’arrivo della pariglia segna l’inizio delle prove lungo il “circuito” ufficiale che verrà percorso l’1 e il 2 maggio.

L’obiettivo è creare una perfetta empatia tra l’animale, il bovaro e l’ambiente circostante, affinché la festa si svolga in totale serenità per gli organizzatori e per il pubblico.

Il culmine della devozione

Se i primi due giorni di maggio sono dedicati al vigore, alla maestosità delle pariglie e al lancio dei cucciddati, il 3 maggio il clima cambia radicalmente. La comunità di Calatafimi si trasforma in un’unica anima. In un silenzio carico di fede, i fedeli si stringono attorno alla Vara del SS. Crocifisso e della Madonna di Giubino, Patrona della città, celebrando il legame indissolubile tra l’uomo, il suo lavoro e il divino.

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