Femminicidio di Teresa Stabile, perizia psichiatrica per l’alcamese Gerardi

Una perizia psichiatrica per accertare la capacità di intendere e volere al momento del delitto. È la nuova svolta nel processo a carico di Vincenzo Gerardi, il cinquantottenne originario di Alcamo imputato per l’omicidio della moglie Teresa Stabile, 55 anni, uccisa nell’aprile del 2025 a Samarate, nel Varesotto. Il presidente della Corte d’Assise di Busto Arsizio ha disposto l’accertamento affidando l’incarico a un perito che domani incontrerà l’imputato nel carcere dove è detenuto. La richiesta era stata avanzata anche dalla difesa, rappresentata dall’avvocato Vito Di Graziano, che punta a chiarire le condizioni psichiche dell’uomo al momento dei fatti. Secondo l’accusa, Gerardi avrebbe ucciso la moglie al culmine di una situazione familiare deteriorata da tempo e segnata dalla volontà della donna di conquistare una propria autonomia abitativa ed economica.
Nel corso delle udienze già celebrate davanti alla Corte d’Assise sono stati ascoltati numerosi testimoni e il medico legale che ha eseguito l’autopsia. Le deposizioni hanno ricostruito gli ultimi anni del rapporto tra i coniugi e il progressivo distacco della donna da una relazione che, secondo quanto emerso in aula, era ormai conclusa da tempo. La difesa ha però contestato diversi aspetti della ricostruzione accusatoria. Tra i punti sollevati dall’avvocato Di Graziano vi sono il numero effettivo delle coltellate inferte e soprattutto la possibilità che Teresa Stabile potesse essere salvata con un soccorso più tempestivo. Una questione che nasce dalle conclusioni del medico legale, secondo cui la vittima sarebbe rimasta cosciente fino agli ultimi istanti di vita. Sul fronte opposto, le testimonianze raccolte dalla Procura hanno delineato un quadro di crescente pressione psicologica nei confronti della donna, soprattutto nel periodo in cui aveva iniziato a costruirsi una vita indipendente. Una ricostruzione che la famiglia di Gerardi respinge. L’esito della perizia psichiatrica potrebbe ora rappresentare uno dei passaggi più delicati dell’intero procedimento che riprenderà il prossimo 10 luglio e dovrebbe avviarsi verso la conclusione dell’istruttoria dibattimentale.