Falsi incidenti: chieste 29 misure cautelari, tre avvocati alcamesi nei guai. Ecco chi sono gli indagati

Il pubblico ministero del Tribunale di Trapani, Federico Panichi, ha richiesto al GIP 29 misure cautelari nei confronti di altrettanti indagati – quasi tutti residenti ad Alcamo – che farebbero parte di un’organizzazione dedita alle truffe assicurative tramite la simulazione di incidenti stradali inesistenti. Il PM ha chiesto al giudice di procedere senza interrogatori preventivi e di applicare immediatamente le misure. Domani e giovedì, invece, il GIP procederà agli interrogatori di garanzia, al termine dei quali deciderà se e quali provvedimenti custodiali disporre.
Il ruolo dei legali e la struttura dell’organizzazione
La custodia cautelare in carcere è stata sollecitata per due indagati. Tra questi figura il noto avvocato alcamese Ubaldo Ruvolo, 57 anni, con studi in viale Italia ad Alcamo e in via Malaspina a Palermo. Secondo l’accusa, Ruvolo sarebbe il capo e promotore del sodalizio criminale che pianificava i falsi sinistri per poi presentare le richieste di risarcimento al Fondo di Garanzia per le Vittime della Strada e alla compagnia Unipol (designata per le liquidazioni nella Regione Siciliana).
L’avvocato Pietro Riggi, che difende Ruvolo insieme al collega Antonio Turrisi, ha dichiarato:
“Siamo certi che Ruvolo riuscirà a spiegare le contestazioni e a chiarire la sua posizione”.
L’inchiesta ha delineato una struttura piramidale con una precisa distinzione dei ruoli, che aveva come base operativa proprio lo studio legale di viale Italia. Gli indagati, a vario titolo, sono accusati di frode assicurativa, falsa testimonianza e corruzione in atti giudiziari.
Accanto a Ruvolo, l’accusa individua come coordinatore delle attività l’avvocato Giuseppe Coraci, appartenente allo stesso studio. Risulta indagato anche un terzo legale, Antonino Lombardo, descritto dal PM come “compartecipe alla falsa testimonianza”. L’organizzazione si avvaleva inoltre di procacciatori di sinistri, finte vittime e falsi testimoni per mettere a punto i dettagli dei finti incidenti.
Le indagini e il territorio coinvolto
Le indagini sono scattate in seguito a un esposto presentato quattro anni fa per conto di UnipolSai, a cui sono seguite successive querele. Gli accertamenti sono stati condotti dai Carabinieri della Compagnia di Alcamo attraverso perquisizioni domiciliari e, soprattutto, una fitta attività di intercettazione (circa un centinaio quelle confluite negli atti). L’arco temporale dell’inchiesta copre i fatti commessi tra giugno 2024 e maggio 2025.
Le denunce dei falsi sinistri venivano presentate in vari comuni del comprensorio, tra cui: Alcamo, Buseto Palizzolo, Castellammare del Golfo, Castelvetrano, Partinico, Capaci e Palermo.
L’interrogatorio di Ubaldo Ruvolo è fissato per giovedì pomeriggio.
Il dettaglio delle misure richieste
Di seguito lo schema delle misure cautelari avanzate dalla Procura:
- Custodia cautelare in carcere: Ubaldo Ruvolo (Alcamo, 1969) e Vittorio Calabria (Borgetto, 1969).
- Arresti domiciliari: Giuseppe Amodeo (Partinico, 1985) , Carlo Blunda (Alcamo, 1995), Francesco Borromeo (Alcamo, 1978), Alberto Cottone (Palermo, 1993), Giuseppe Coraci (Alcamo, 1985), Antonino Lombardo (Alcamo, 1987), Maria Parrino (Alcamo, 1974), Sergio Peduzzi (Trapani, 1974), Felice Scaraglino (Castellammare del Golfo, 1960) e Saverio Stabile (Erice, 1993).
- Obbligo di dimora (con divieto di allontanarsi dall’abitazione dalle ore 22:00 alle 06:00): Federico Alesi (Palermo, 1991), Vito Amodeo (Alcamo, 1956), Francesco Anselmo (Erice, 1995), Giuseppe Argento (Castelvetrano, 1973), Vito Balsamo (Salemi, 1980), Lorenzo Battaglia (classe 1984), Lorenzo Battaglia (Alcamo, 1997), Ignazio Blunda (Alcamo, 1966), Vincenza Giarratano (Alcamo, 1951), Antonio Lo Biundo (Partinico, 1980), Salvatore Lo Presti (Alcamo, 2000), Rosalia Manfrè (Alcamo, 1974), Francesca Marino (Sciacca, 1971), Domenico Messina (Alcamo, 1990) , Vito Gioia (Erice, 1986), Francesco Piccione (Erice, 1977) e Paolo Regina (Alcamo, 2003).