Estorsioni dal carcere di Favignana con videochiamate di minaccia: quattro arresti

di Alessandra Tamburello ·

Estorsioni dal carcere di Favignana con videochiamate di minaccia: quattro arresti

Un'estorsione continuata ai danni di una vittima costretta a versare oltre ventimila euro tra contanti e ricariche su carte Postepay, guidata direttamente dall'interno delle celle del carcere di Favignana da un detenuto alcamese grazie a telefoni cellulari introdotti e detenuti illecitamente. È lo scenario emerso dalle indagini dei Carabinieri della Compagnia di Alcamo che, all'alba di oggi, hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del Tribunale di Trapani nei confronti di quattro persone, ritenute responsabili a vario titolo dei reati di estorsione e rapina aggravata. L'operazione è scattata tra Favignana, Augusta e San Cataldo con il supporto del Nucleo Investigativo Regionale della Polizia Penitenziaria e dei comandi provinciali dell'Arma di Siracusa e Caltanissetta. Le investigazioni, avviate nel febbraio scorso dalla Sezione Operativa di Alcamo e coordinate dalla Procura di Trapani, si erano focalizzate inizialmente sulla figura del pregiudicato alcamese, in quel momento recluso nel penitenziario isolano, per poi estendersi agli altri tre indagati, anch'essi ristretti nella medesima struttura e oggi trasferiti in prigione insieme al primo, che si trovava in regime di semilibertà. Gli accertamenti condotti per tre mesi attraverso intercettazioni telefoniche, riprese video e servizi sul territorio hanno documentato metodi di pressione e minaccia di estrema gravità. In un episodio chiave ricostruito dagli inquirenti, l'indagato principale alcamese ha incaricato i tre complici, mentre si trovavano all'esterno in permesso, di rintracciare la vittima per poi effettuare una videochiamata in diretta dal carcere di Favignana: un espediente ideato per mostrare la presenza fisica del detenuto e rendere ancora più concreta l'attualità e la reale eseguibilità delle ritorsioni prospettate. Il quadro delineato dai militari dell'Arma descrive una condotta andata avanti dal 2024 fino ai primi mesi del 2026, fatta di reiterate violenze anche fisiche che hanno piegato la resistenza della vittima, prima che la decisiva attività investigativa condotta dai Carabinieri alcamesi permettesse di interrompere le condotte illecite.