Erice, il caso dello ‘scivolo’, assolti con formula piena Miceli e Grammatico

Sette anni dopo l’inchiesta che aveva terremotato il Comune di Erice, arriva il ribaltamento: la prima sezione della Corte d’Appello di Palermo assolve con formula piena -perché il fatto non sussiste- Francesca Miceli e Fabio Grammatico, cancellando la condanna a quattro anni inflitta nel 2022 dal Tribunale di Trapani. Cade tutto: accuse, pene accessorie e soprattutto l’interdizione dai pubblici uffici che aveva escluso l’ex consigliera dalla vita politica. È una sentenza che pesa, perché non si limita a ridurre o riformulare, ma azzera l’impianto accusatorio. Per i giudici d’Appello, quel presunto patto corruttivo semplicemente non è mai esistito. Una conclusione che restituisce ai due imputati non solo la libertà giuridica, ma anche quella politica, con Miceli ora nuovamente candidabile. L’indagine, esplosa nel febbraio 2019 con l’arresto dell’allora vicesindaco Angelo Catalano, ruotava attorno a un presunto scambio di favori: da un lato la realizzazione di uno scivolo per l’abbattimento delle barriere architettoniche davanti al bar gestito da Grammatico, marito della consigliera; dall’altro, secondo l’accusa, il sostegno politico della Miceli al Piano Rifiuti dell’amministrazione guidata dalla sindaca Daniela Toscano. Un impianto che aveva retto in primo grado, portando alla condanna dei coniugi e rafforzando l’idea di un sistema opaco dentro il Comune di Erice. Ma in Appello la lettura cambia radicalmente: nessuna prova di un accordo illecito, nessun legame tra lavori pubblici e scelte politiche. Resta, sullo sfondo, la posizione di Catalano, che aveva scelto la strada del patteggiamento chiudendo la propria vicenda con una condanna a un anno e nove mesi. Una decisione processuale diversa da quella di Miceli e Grammatico, che hanno affrontato il dibattimento fino in fondo, ottenendo ora il riconoscimento pieno della loro innocenza. La vicenda aveva travolto anche la sindaca Toscano, accusata inizialmente di omissione per non aver denunciato presunti illeciti del suo vice. Anche per lei, però, era già arrivata nel 2023 un’assoluzione con formula piena, preludio di un esito che oggi si completa. Politicamente, la sentenza segna la fine di uno dei capitoli più controversi degli ultimi anni nel Trapanese.