Emergenza all’Ipab Mangione: comunità disgregata, vertice in Regione e raccolta fondi per i lavori

L’Ipab Casa di ospitalità ” Mangione” è una storica istituzione pubblica di assistenza e beneficenza situata nel centro di Alcamo precisamente in Via Florio 44 fondata nel lontano 1811. Ha operato per oltre due secoli come comunità di alloggio e casa di riposo per la valorizzazione e l’assistenza a 360 gradi di anziani indigenti. Dallo scorso 18 agosto una improvvisa emergenza strutturale ha sconvolto la quotidianità dell’IPAB. La caduta di alcuni laterizi dal soffitto nel salone del piano terra ha fatto scattare l’allarme. Fortunatamente non si sono registrati feriti, ma l’episodio ha costretto a chiudere il “Mangione” e trasferire i 23 anziani in varie strutture tra Borgetto, Marsala, Calatafimi Segesta e Alcamo a spese del Comune. I 23 anziani una famiglia ora disgregata.
Ieri presso l’assessorato regionale al lavoro l’assessore Nuccia Albano ha presieduto una riunione per cercare di venire incontro alle richieste della Magione con un finanziamento per potere eseguire i lavori. Presenti il vescovo di Trapani Pietro Maria Fragnelli,il commissario dell’Ipab Rosario Candela, il capo della segreteria politica dell’assessorato al Lavoro Giacomo Scala e l’assessore comunale Vito Lombardo. Intanto il commissario Rosario Candela ha promosso una petizione per la raccolta di fondi a favore del Mangione che ha i conti in rosso, accumulati in diversi anni, di quasi due milioni di euro.
Attualmente, il personale dell’IPAB, i tecnici del Comune di Alcamo e la Diocesi di Trapani stanno lavorando in sinergia per trovare una soluzione logistica immediata che è quella di trovare i fondi per eseguire i lavori di messa in sicurezza. In un accorato messaggio firmato dal commissario Rosario Candela, dalle Suore e da tutti gli Operatori dell’IPAB, l’ordinanza di evacuazione viene descritta come uno strappo affettivo inevitabile: «Mantenere la sicurezza dei nostri anziani è stato un atto dovuto, ma separarsi da voi è come veder sgretolare una grande famiglia. Vi portiamo via da queste mura per custodire il bene più prezioso che avete: la vostra vita e la vostra incolumità». La direzione sottolinea che si tratta di una separazione temporanea. Intanto il Comune, tra i principali enti che pagano rette per l’ospitalità, ha deciso la cessazione della convenzione in attesa della riapertura del Mangione.