Due fermi a Palermo per propaganda jihadista e minori marsalesi armati sotto indagine

La Polizia di Stato, coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Palermo, ha eseguito il martedì scorso 7 aprile due decreti di fermo a carico di cittadini stranieri residenti a Palermo, accusati di istigazione a delinquere con finalità di terrorismo, e cinque perquisizioni personali, locali e informatiche, coinvolgendo anche due minorenni a Marsala per detenzione abusiva di armi. L’indagine, condotta dalla Sezione Antiterrorismo della DIGOS palermitana e dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, ha fatto emergere un quadro di radicalizzazione violenta con forte presenza online.
I fermati avevano diffuso su TikTok e Instagram contenuti con messaggi di jihad e martirio religioso, inneggiando all’uso delle armi contro l’Occidente e i “miscredenti”, pubblicando immagini e video di attacchi simulati, bandiere statunitensi sostituite dal vessillo dello Stato Islamico, e riferimenti a figure della galassia jihadista. Uno dei video più emblematici mostrava violenze contro individui vestiti di arancione, con chiari riferimenti al Presidente degli Stati Uniti, accompagnati da testi in arabo e inglese di minaccia e propaganda. Le indagini hanno anche documentato attività di addestramento fisico e sport da combattimento, inframezzate da musiche religiose e gesti simbolici legati allo sgozzamento.
È stata rilevata la diffusione della “Shahada” accostata a un fucile AK47, ulteriore indicatore di adesione a principi fondamentalisti. I minori coinvolti, due in provincia di Trapani e uno nel Nord Italia, erano anch’essi oggetto di monitoraggio per la loro fascinazione verso le armi. Le perquisizioni hanno portato al sequestro di numerosi device, strumenti informatici e armi, tra cui una pistola semi-automatica soft-air priva di tappo rosso e una replica di mitragliatrice senza marcatura di sicurezza. Al termine delle operazioni, i due indagati maggiorenni sono stati associati alla Casa Circondariale “Pagliarelli” di Palermo, mentre l’attività investigativa prosegue per chiarire eventuali collegamenti e ampliare il controllo sulle reti di propaganda jihadista online.
https://www.youtube.com/watch?v=9FMfQmSSUiA