Diga Trinità, via libera all’innalzamento dopo anni di criticità e proteste

Dopo anni di limitazioni, proteste e acqua lasciata scorrere via, arriva il via libera: il ministero delle Infrastrutture autorizza l’innalzamento della quota della diga Trinità di Castelvetrano da 62 a 64 metri sul livello del mare. Un’autorizzazione sperimentale, valida per un anno, che consente finalmente di trattenere più risorsa idrica in un territorio piegato dalla siccità. Il provvedimento arriva al termine di un percorso segnato da lavori urgenti per oltre 1 milione di euro e da un sopralluogo tecnico ministeriale che ha certificato il miglioramento delle condizioni di sicurezza. L’innalzamento permetterà di accumulare ulteriori 2 milioni e 6cento mila metri cubi d’acqua, che si aggiungono agli 1 milione e 6cento mila già presenti nell’invaso.
«Abbiamo lavorato in silenzio per risolvere una criticità che si trascinava da anni», rivendica il presidente della Regione Renato Schifani, sottolineando l’impegno del governo nel garantire sicurezza e piena funzionalità delle dighe siciliane. Il risultato arriva anche sotto la pressione del territorio. Pochi giorni fa, sabato 21 marzo, infatti, agricoltori e associazioni erano scesi in protesta davanti ai cancelli della diga con lo slogan “L’acqua scorre via, il territorio ha sete”, denunciando lo sversamento in mare nonostante gli interventi completati. Un “paradosso burocratico” che rischiava di compromettere la stagione irrigua e la tenuta economica delle aziende agricole. Soddisfazione dalla deputata regionale del Movimento 5 Stelle Cristina Ciminnisi, che parla di «notizia importante» per il comparto agricolo del Belìce, pur richiamando i ritardi e la mancanza di una programmazione strutturale nella gestione delle dighe siciliane. Il via libera segna una svolta ma non definitiva: resta aperta la sfida uscire dalla logica di emergenza e trovare una strategia duratura, che assicuri al territorio una gestione costante delle risorse.