Denise Pipitone, 22 anni dopo la famiglia non smette di cercare la verità

di Redazione Alpa Uno ·

Denise Pipitone, 22 anni dopo la famiglia non smette di cercare la verità

È il primo settembre 2004 quando, a Mazara del Vallo, la vita della famiglia di Denise Pipitone cambia per sempre. Sono trascorsi 22 anni da quella mattina e la bambina scomparsa a quattro anni non è mai stata ritrovata. Oggi il volto di Denise continua a rappresentare una ferita aperta e, insieme, una domanda alla quale ancora manca una risposta. Per Piera Maggio e Pietro Pulizzi, il tempo non ha cancellato l’attesa. Al contrario, l’ha trasformata in una forma di resistenza civile, lontana dalla semplice ricorrenza mediatica.

L’obiettivo resta quello di mantenere alta l’attenzione su una scomparsa che ha attraversato indagini, processi, ipotesi e depistaggi, senza arrivare -fino ad ora- alla verità sulla sorte della bambina. A cambiare oggi è anche il modo di guardare a Denise. Per oltre due decenni l’immagine rimasta nella memoria collettiva è stata quella della bambina di quattro anni, con gli occhi grandi, ripresa nelle fotografie diffuse dopo la scomparsa. Ma Denise oggi ha 26 anni. Per questo assume particolare importanza l’utilizzo dell’age progression, la tecnica di ricostruzione del volto che consente di ipotizzare come potrebbero essere cambiati i suoi lineamenti con la crescita. Un’immagine pensata per riportare Denise nel presente e rendere più concreta la possibilità di riconoscerla.

L’appello dei genitori è quindi alla massima condivisione. Non soltanto sui social, ma anche nella vita quotidiana, attraverso una diffusione capillare che possa raggiungere quante più persone possibile, con la speranza che l’attenzione possa, un giorno, trasformarsi in una risposta. Il rischio più grande, quello contro cui i genitori lottano ogni giorno, è la folklorizzazione della tragedia: ridurre una vita spezzata a ricorrenza mediatica da celebrare una volta all’anno con un hashtag di cordoglio.

Più che un appello alla commozione, quello dei genitori è un esercizio di memoria attiva, un promemoria spietato del fatto che certi vuoti non si colmano con il tempo, ma solo con la verità.

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