Dario Veca assolto con formula piena, non ha diffamato Giovanni Impastato

Si chiude con un’assoluzione la vicenda giudiziaria che vedeva imputato l’attore e cabarettista palermitano Dario Veca. Il Tribunale ha escluso il reato di diffamazione aggravata contestato all’artista per alcuni post pubblicati sui social network nei quali, secondo l’accusa, sarebbe stata lesa la reputazione di Giovanni Impastato, fratello di Peppino ucciso da Cosa Nostra nel 1978. Una sentenza che riporta l’attenzione su una controversia lunga oltre vent’anni e che, nel tempo, ha finito per coinvolgere persino Casa Memoria di Cinisi, uno dei luoghi simbolo dell’antimafia siciliana. La denuncia era stata presentata nel 2021 da Giovanni Impastato in relazione ad alcuni commenti comparsi su gruppi Facebook. In quei post, Veca avrebbe espresso giudizi particolarmente duri nei confronti dell’uomo, contestandone comportamenti e scelte personali. Il procedimento si è però concluso con l’assoluzione dell’attore, ritenendo insussistenti gli elementi necessari per una condanna. Dietro la vicenda penale si nasconde però una complessa controversia economica e civile. All’origine dello scontro ci sarebbe un prestito di denaro successivamente garantito da un immobile. Da quel rapporto nacque un contenzioso che negli anni ha dato ragione a Veca, riconosciuto creditore di somme rimaste insolute. Le procedure esecutive avviate per il recupero del credito hanno portato al pignoramento di diversi beni riconducibili a Giovanni Impastato. Tra questi è comparsa anche Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato, l’abitazione di corso Umberto I a Cinisi divenuta nel tempo meta di studenti, associazioni e cittadini provenienti da tutta Italia per conoscere la storia di Peppino e della madre Felicia Bartolotta. Nel corso degli ultimi mesi, inoltre, sono emersi ulteriori dettagli sulla situazione debitoria complessiva che avrebbe interessato Giovanni Impastato. Secondo documenti e ricostruzioni giornalistiche, il contenzioso con Veca si inserirebbe in un quadro economico più ampio, caratterizzato dalla presenza di consistenti esposizioni debitorie che hanno contribuito a rendere particolarmente complessa la gestione delle procedure esecutive.