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Dal dolore nasce 'Tutto si trasforma', la famiglia Tartamella da Castellammare in Mauritania

di Redazione Alpa Uno ·

Dal dolore nasce 'Tutto si trasforma', la famiglia Tartamella da Castellammare in Mauritania

Ci sono ferite così profonde da sembrare destinate a cristallizzarsi nel silenzio o a consumarsi nella rabbia. E poi ci sono storie in cui la forza dell'amore decide di sovvertire le leggi del dolore, trasformando la mancanza in una presenza viva, capace di oltrepassare i confini della propria casa e persino quelli di un continente. È la lezione d'amore che arriva da Castellammare del Golfo, dove la famiglia Tartamella Montalbano ha presentato ufficialmente il progetto umanitario «Tutto si trasforma»: una missione di solidarietà che dal 7 al 19 dicembre vedrà mamma Gabriella, papà Giuseppe e la loro bimba, la piccola Cloe, attraversare migliaia di chilometri nel cuore del Sahara per portare aiuti alle comunità più isolate della Mauritania. L'iniziativa, presentata ieri alla Cantina Aurelia di Castellammare del Golfo alla presenza di un'intera comunità stretta attorno alla famiglia, nasce nel ricordo del piccolo Francesco, scomparso prematuramente ad appena due anni. Un'assenza incolmabile a cui Gabriella e Giuseppe hanno scelto di dare una risposta di vita, legando il nome del loro bambino a progetti di utilità sociale e speranza. Il viaggio si svolgerà in stretta collaborazione con la ONG Bambini nel Deserto ETS, associazione che porta avanti da anni progetti per garantire diritto all'istruzione, accesso alle cure sanitarie e sviluppo locale. A bordo dei mezzi porteranno farmaci essenziali, materiale sanitario, beni di prima necessità e come simbolo i vestitini del piccolo Francesco. Tra gli interventi concreti finanziati e sostenuti sul campo figura anche l'attivazione di un servizio di trasporto locale, dove uno dei mezzi porterà proprio il nome di Francesco, a testimonianza di una memoria che si fa movimento e sostegno quotidiano per le famiglie del posto. Ad accompagnare la famiglia in Mauritania ci saranno Claudio Colomba e Salvatore Bongiorno. Il loro compito sarà quello di documentare passo dopo passo l'itinerario, le tappe nei villaggi, e l'incontro con la comunità locale. Il materiale raccolto diventerà un film documentario che offra una testimonianza sull'importanza di trasformare la sofferenza individuale in valore universale.