Dai pizzini ai finanziamenti, il gip conferma i domiciliari per l’ex primario ‘Parmigiano’

di Redazione Alpa Uno ·

Dai pizzini ai finanziamenti, il gip conferma i domiciliari per l’ex primario ‘Parmigiano’

Nuovi tasselli emergono sull’inchiesta che punta a ricostruire la rete di sostegno che per decenni avrebbe protetto e favorito la latitanza del boss Matteo Messina Denaro. Il gip di Trapani Cristina Carrara ha convalidato l’arresto dell’ex primario dell’ospedale di Castelvetrano Francesco Burrafato, 84 anni, disponendo per lui gli arresti domiciliari e delineando un quadro investigativo che lo colloca stabilmente nell’orbita della criminalità organizzata. Secondo gli inquirenti, Burrafato sarebbe il misterioso “Parmigiano” citato in alcuni pizzini riconducibili alla famiglia Messina Denaro. Un soprannome dietro il quale si celerebbe una persona ritenuta di assoluta fiducia dal capomafia e dotata di rilevanti disponibilità economiche. Per magistrati e investigatori, l’ex medico avrebbe svolto nel tempo un ruolo di sostegno logistico e finanziario alla lunga fuga del boss castelvetranese. L’indagine affonda le radici fino agli anni Novanta. In un messaggio del 1996, attribuito a Salvatore Messina Denaro e indirizzato al fratello latitante, compare proprio il riferimento a una “borsa di Parmigiano”, elemento che oggi assume un nuovo significato alla luce delle ricostruzioni investigative. L’ex direttore sanitario è indagato a piede libero per favoreggiamento e procurata inosservanza della pena aggravati dall’agevolazione mafiosa. Durante una perquisizione nella sua villa di Erice, eseguita dai carabinieri del Ros su delega della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, è stata trovata una pistola calibro 38 con matricola abrasa e munizioni, nascosta sottoterra in un contenitore sigillato. Proprio il possesso dell’arma ha fatto scattare l’arresto in flagranza. Nell’ordinanza il gip evidenzia come Burrafato sarebbe stato considerato un soggetto “di sicura affidabilità” all’interno della rete che avrebbe contribuito a finanziare e favorire l’ultratrentennale latitanza del capomafia, arrestato a Palermo il 16 gennaio 2023 dopo trent’anni di fuga e morto il 25 settembre dello stesso anno nel carcere dell’Aquila. L’ex primario è inoltre indagato per la presunta ricettazione di reperti archeologici detenuti abusivamente.

Tag: BURRAFATO mafia matteo messina denaro parmigiano pizzini