Dà fuoco all’auto dell’ex e fugge sull’A29, 38enne alcamese arrestato

Ha incendiato l’auto della ex nel cuore della notte e poi è fuggito lungo l’autostrada, lasciando dietro di sé un’altra vettura distrutta. Un 38enne di Alcamo è stato arrestato dopo aver dato fuoco alla macchina di una donna a Palermo tra venerdì e sabato scorso. Secondo gli investigatori, l’uomo avrebbe appiccato le fiamme alla vettura della ex compagna nel capoluogo siciliano, per poi imboccare l’A29 Palermo–Mazara del Vallo a bordo di una Mini Cooper. La fuga si è interrotta nei pressi dello svincolo di Carini, dove ha tamponato una Smart. Neppure l’incidente lo ha fermato: ha abbandonato l’auto danneggiata sull’asfalto e ha proseguito verso Alcamo con altri mezzi, nel tentativo di far perdere le proprie tracce. L’allarme lanciato dalla proprietaria dell’auto incendiata intanto ha fatto scattare subito le indagini. Il ritrovamento della Mini Cooper in autostrada ha consentito agli agenti di risalire all’identità del presunto responsabile, rintracciato e arrestato nella sua abitazione ad Alcamo. Episodi come questo non sono purtroppo un’anomalia isolata. I dati di Istat indicano che in Italia quasi una donna su tre ha subito nel corso della vita una forma di violenza fisica o sessuale. Numeri che mostrano come la violenza nelle relazioni non sia un fatto episodico ma un fenomeno strutturale. L’incendio dell’auto di una ex compagna non è soltanto un danneggiamento: è un gesto che si inserisce in una dinamica di controllo e intimidazione, spesso legata all’incapacità di accettare la fine di una relazione e l’autonomia della donna. Racconta un nodo culturale ancora aperto: il rifiuto femminile che diventa pretesto di punizione, l’idea distorta che la fine di una relazione possa giustificare un atto di rivalsa. Ed è su questo terreno – prima ancora che in aula di tribunale – che si gioca la partita più difficile.