Da Castellammare del Golfo alla Mauritania, il viaggio della famiglia Tartamella

Trasformare il dolore per la perdita di un figlio in un gesto concreto di solidarietà. È il significato più profondo di “Tutto si trasforma”, il progetto che a dicembre porterà Giuseppe Tartamella, Gabriella Montalbano e la piccola Cloe da Castellammare del Golfo alla Mauritania, insieme all’associazione Bambini nel Deserto ETS.
Dal 7 al 18 dicembre, la famiglia affronterà un viaggio di oltre 5.000 chilometri per raggiungere Terjit, nella regione montuosa dell’Adrar, e consegnare aiuti alle comunità locali. Un’iniziativa che nasce da una storia familiare dolorosa: con loro porteranno anche gli abiti di Francesco, il figlio e fratello scomparso a soli due anni. Quei vestiti diventeranno così un segno tangibile di una memoria che continua a vivere attraverso la solidarietà, trasformando un legame privato in un aiuto destinato ad altri bambini e alle loro famiglie. La spedizione non sarà soltanto una consegna di materiali, ma un’occasione per incontrare le persone, attraversare i villaggi e condividere momenti di vita con le comunità del deserto. Accanto agli indumenti e alle calzature, saranno distribuiti materiale scolastico, farmaci, presidi sanitari e beni di prima necessità. Per ampliare gli aiuti è stata avviata anche una raccolta fondi: le donazioni serviranno ad acquistare ulteriore materiale, in parte direttamente sul posto, da consegnare durante il percorso.
Il progetto sta raccogliendo il sostegno di farmacie e attività commerciali del territorio, mentre i videomaker Salvatore Bongiorno e Claudio Colomba documenteranno le tappe della missione realizzando un docufilm. La famiglia ha inoltre aperto la pagina Instagram “Tutto si trasforma”, attraverso la quale raccontare la preparazione della partenza e gli aggiornamenti dal viaggio. L’iniziativa ha ricevuto anche il plauso del sindaco di Castellammare del Golfo, Giuseppe Fausto, che ha espresso gratitudine e orgoglio per una missione capace di coinvolgere la comunità.
Perché il senso di questo viaggio è racchiuso proprio nel nome scelto: nulla cancella il dolore, ma anche ciò che sembra spezzarsi può generare qualcosa di nuovo.