Cultura, integrazione e lavoro: ad Alcamo la VIII edizione di “Finestra verso la Romania”

Organizzatori al lavoro per la VIII edizione dell’evento “Finestra verso la Romania”, una festa speciale in cui si celebreranno anche i 10 anni di attività dell’Associazione Culturale di Volontariato “Decebal & Traian” OdV ETS di Alcamo. L’edizione 2026 assume un’importanza eccezionale, poiché coincide con l’Anno culturale Romania-Italia e celebra l’eredità e l’universo creativo del celebre scultore Constantin Brâncuși.
Il 17 e il 18 ottobre, Piazza Ciullo ad Alcamo diventerà il punto d’incontro tra due culture e tradizioni. Saranno due giornate ricche di eventi e atmosfera — assicurano i promotori —, caratterizzate da laboratori dedicati all’artigianato popolare rumeno e siciliano, spettacoli di danze tradizionali, ospiti speciali e artisti di fama. Tra questi vi saranno grandi ritorni a furor di popolo ma anche interpreti per la prima volta in Sicilia.
Il progetto è finanziato dal Dipartimento per i rumeni all’estero e organizzato dall’Associazione “Decebal & Traian” OdV ETS, guidata dalla responsabile provinciale Elena Ciobanu. Membro del coordinamento nazionale dei cittadini rumeni, Ciobanu vive e opera da diversi anni ad Alcamo.
Quella rumena rappresenta da tempo la comunità straniera più numerosa del territorio alcamese. Si tratta di lavoratori impiegati prevalentemente nell’artigianato, nell’agricoltura e nei servizi: una realtà coesa che ha saputo integrarsi senza mai recidere i legami con la propria madrepatria. È proprio con questo spirito che da un decennio viene promossa la manifestazione “Finestra verso la Romania”, un appuntamento su usi e costumi rumeni nel mondo capace di richiamare ad Alcamo migliaia di visitatori nel segno dell’integrazione.
Tuttavia, il contesto sociale ed economico sta cambiando. Negli ultimi tempi il flusso migratorio ha invertito la rotta: sono già decine i cittadini rumeni che hanno lasciato o stanno lasciando Alcamo. Una mobilità che non coincide quasi mai con un rientro in patria, bensì con la ricerca di nuove opportunità occupazionali in altri Paesi europei, a fronte di possibilità lavorative locali che si riducono ogni giorno di più.