Crisi Idrica, Schifani rassicura, ma i documenti tecnici raccontano un’altra emergenza

di Redazione Alpa Uno ·

Oltre 98 milioni di euro per ex Province e Liberi Consorzi. Tra questi, anche quello di Trapani

La Sicilia “non è più in condizioni di severità idrica”. È questo il messaggio politico lanciato dal presidente della Regione Renato Schifani dopo l’ultima riunione dell’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici dell’Autorità di Bacino del Distretto Idrografico della Sicilia. Una linea rassicurante costruita attorno alle piogge tardive degli ultimi mesi, al recupero di nuovi pozzi e all’entrata in funzione dei dissalatori di Trapani, Porto Empedocle e Gela. Secondo il governatore, le risorse idriche attualmente disponibili sarebbero sufficienti per affrontare “con serenità” tutto il 2026 garantendo usi potabili, irrigui e industriali. Una dichiarazione che punta chiaramente a tranquillizzare cittadini, imprese agricole e settore turistico dopo mesi segnati dall’incubo della siccità. Ma dietro la narrazione istituzionale emerge una realtà molto più complessa. Gli stessi documenti tecnici dell’Autorità di Bacino raccontano infatti una Sicilia a due velocità, dove alcune aree risultano relativamente al sicuro mentre altre continuano a fare i conti con invasi praticamente svuotati e assegnazioni irrigue drasticamente ridotte. Le tabelle operative approvate ad aprile mostrano casi estremi: l’invaso Trinità autorizzato a distribuire appena una minima parte dell’acqua richiesta dai consorzi agricoli. Pensieri ottimisti ma mal di coniugano con le raccomandazioni severe ai gestori: monitoraggio continuo degli invasi, obbligo di massima efficienza e riduzione delle perdite nelle reti idriche. Se le risorse fossero davvero “più che sufficienti”, non ci sarebbe bisogno di chiedere ai consorzi di contare ogni singolo metro cubo d’acqua ogni lunedì mattina e di installare contatori d’urgenza. La Sicilia forse evita per ora il collasso generale con le solite soluzioni tampone, ma molte vallate agricole continuano ad avere una disponibilità d’acqua insufficiente per affrontare serenamente l’estate.

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