Coralli nascosti in valigia al rientro dalle vacanze, sanzionati due turisti all’aeroporto

di Redazione Alpa Uno ·

Coralli nascosti in valigia al rientro dalle vacanze, sanzionati due turisti all’aeroporto

Coralli protetti, nascosti nei bagagli di due turisti italiani di ritorno da Mauritius e Maldive, sequestrati all’aeroporto “Falcone-Borsellino” di Palermo. È il risultato di due distinti controlli condotti dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che hanno intercettato 13 esemplari appartenenti all’ordine degli “Scleractinia”, specie a rischio estinzione tutelate dalla Convenzione CITES. Un traffico silenzioso ma devastante per l’ambiente: i coralli erano occultati nei bagagli senza alcuna certificazione, in violazione delle norme internazionali che regolano il commercio di fauna e flora protette. Alcuni esemplari presentavano odore e colorazioni compatibili con una recente rimozione dalla barriera corallina, segno evidente di un prelievo diretto e non di un recupero casuale da spiaggiamento. Un dettaglio che pesa, perché gli Scleractinia rappresentano l’ossatura stessa degli ecosistemi marini tropicali: rifugio, nutrimento e habitat per migliaia di specie. I 13 esemplari sono stati sottoposti a sequestro amministrativo, mentre ai due passeggeri sono state comminate sanzioni comprese tra 3.000 e 15.000 euro, sanzioni che sembrano alte, ma che riflettono il costo del danno ecologico e del ripristino. Una colonia madre danneggiata può metterci decenni a ritornare in salute, sempre che non subisca infezioni e muoia, con tutte le conseguenze che questo comporta. Gli Scleractinia sono organismi complessi che costruiscono l’architettura stessa dell’oceano e oltre a ospitare il 25% della vita marina, agiscono come barriere naturali contro l’erosione e gli tsunami. Il fenomeno del cosiddetto ‘turismo estrattivo inconsapevole’ è particolarmente insidioso. Il turista non si sente un contrabbandiere, ma si muove con la convinzione che una singola azione sia troppo piccola per alterare un sistema enorme. Ignora che il danno reale non è un gesto isolato, ma la sua moltiplicazione per milioni di turisti. L’impatto collettivo di milioni di “souvenir” è paragonabile infatti al bracconaggio industriale.

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