Controlli dei Nas in ristoranti di Trapani, scattano multe e chiusure

di Giuseppe Maniscalchi ·

Lavoro in nero e mancata tracciabilità di alimenti, denunce e sanzioni a Mazara

I carabinieri del Nucleo antisofisticazioni e sanità (Nas) di Palermo, insieme ai militari della Compagnia di Trapani e al personale del Dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Trapani, hanno eseguito una serie di controlli in ristoranti e pubblici esercizi del centro storico della città. Ben vengano questi controlli che vanno aumentati e tolleranza zero per tutelare la salute. Va sottolineato che nella maggior parte dei casi non c’è proporzione tra la qualità e i prezzi altissimi praticati oggi in ristoranti e pizzerie. E poi attenzione a consumare pesce crudo ovvero il sushi che va tanto di moda. Le ispezioni hanno portato al sequestro di quattro locali, di oltre un quintale di alimenti ritenuti non idonei al consumo e a sanzioni amministrative per complessivi 14 mila euro. Nel corso delle verifiche sono emerse numerose irregolarità di carattere igienico-sanitario, amministrativo e strutturale. Secondo quanto accertato dai militari, alcune attività avrebbero ampliato abusivamente gli spazi destinati all’esercizio commerciale. In altri casi sarebbe stata riscontrata la somministrazione di alimenti e bevande pur essendo autorizzate esclusivamente come caffetterie. Insomma regna l’anarchia e va debellata.

Gli ispettori hanno inoltre rilevato la presenza di depositi e cisterne privi delle necessarie autorizzazioni, oltre a occupazioni di suolo pubblico effettuate senza i prescritti titoli autorizzativi. Le verifiche hanno evidenziato anche il mancato rispetto delle procedure di autocontrollo previste dal sistema HACCP, l’omesso aggiornamento della registrazione sanitaria relativa alle attrezzature impiegate nelle attività produttive e l’assenza dei requisiti necessari a garantire la tracciabilità degli alimenti. Tra le situazioni più gravi riscontrate, i Nas hanno sequestrato un deposito nel quale alimenti destinati al consumo erano conservati insieme a rifiuti e oli esausti, in condizioni ritenute incompatibili con la normativa igienico-sanitaria. In un’altra attività è stata invece scoperta una cucina realizzata all’interno di un locale originariamente destinato a servizio igienico. L’attività ispettiva si è conclusa con il sequestro di quattro locali utilizzati abusivamente e di oltre un quintale di alimenti di diversa tipologia, giudicati non idonei al consumo e immediatamente avviati alla distruzione. Le violazioni contestate hanno comportato l’elevazione di sanzioni amministrative per un importo complessivo di 14 mila euro.