Commissione sulla strage di Casteldaccia: ”Vite spezzate per norme non rispettate”

«Nel caso di Casteldaccia emerge come l’appaltatore non sia stato rispettoso delle norme e di comunicazioni corrette, violando le norme previste dal d.Lgs. 81/2008. In generale mancano i dati previsti per legge che riportino gli infortuni disaggregati anche rispetto alle catene degli appalti». E’ questo un passo della relazione della commissione parlamentare sulla strage che risale al maggio di due anni fa, quando cinque operai persero la vita durante i lavori alla rete fognaria, uccisi dalle esalazioni tossiche sprigionate all’interno di un impianto. Si è trattato di uno degli incidenti sul lavoro più gravi avvenuti in Sicilia negli ultimi anni. Il 6 maggio scorso cerimonie per il secondo anniversario della tragedia in cui persero la vita Epifanio Alsazia, Ignazio Giordano, Giuseppe La Barbera, Giuseppe Miraglia e Roberto Raneri. I cinque lavoratori stavano operando sulla rete fognaria per conto dell’Amap quando furono sorpresi dal gas tossico. Nell’esame il dito puntato anche sulla formazione del personale che la Commissione ha reputato «inadeguata, la scarsa presenza di tecnologie di prevenzione e una cultura della sicurezza che viene percepita come un costo anziché come un intervento». La tragedia di Casteldaccia, continua la relazione, riconosce «Amap come responsabile per via delle lacune operative e organizzative. I dirigenti devono tradurre in pratica le direttive del datore di lavoro, mentre l’impresa subappaltatrice ha assunto lavoratori senza garantire dispositivi di protezione». La relazione è stata presentata alla Prefettura di Palermo, con la presenza della presidente della Commissione, Chiara Gribaudo, e della relatrice e membro della Commissione, Giovanna Iacono. «La tragedia di Casteldaccia ci ricorda che la sicurezza sul lavoro deve essere una priorità assoluta e che la prevenzione, la formazione e i controlli sono strumenti indispensabili per tutelare la vita dei lavoratori”. Le istituzioni hanno il dovere di collaborare affinché tragedie come quella di Casteldaccia non si ripetano mai più. «Le vite spezzate a Casteldaccia nel maggio di due anni fa, come tutti i tragici incidenti sul luogo di lavoro, costituiscono una ferita per l’intera collettività e suonano monito costante, come di nuovo e di recente, per istituzioni e parti sociali sulla necessità di adottare misure sempre più efficaci e innovative a garanzia dell’incolumità di ciascun lavoratore, ponendo particolare attenzione all’importanza della prevenzione dei rischi». Lo scrive il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato alla Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, Chiara Gribaudo. In Sicilia il numero di ispettori del lavoro è inadeguato. Durante l’udienza del marzo scorso il rinvio al 7 luglio si è reso necessario per la carenza di magistrati per assegnare il fascicolo a un nuovo Gup. Gli imputati sono sei persone fisiche e due società, chiamate a rispondere di omicidio colposo plurimo. “A nostro avviso questo ritardo non fa altro che acuire le ferite che da quasi due anni affliggono le cinque famiglie coinvolte”, dichiarano congiuntamente familiari e sindacati. Sul fronte legale, la Fillea Cgil Palermo ha annunciato la propria costituzione come parte civile, assistita dall’avvocato Fabio Lanfranca.