Commemorazione a Trapani per le vittime del ciclone Harry: il monito della Chiesa

Su iniziativa di Mediterranea, si è tenuta ieri una Santa Messa in mare per ricordare le circa mille vittime degli otto naufragi avvenuti durante il passaggio del ciclone Harry. Mentre una decina di corpi sono affiorati lungo le coste trapanesi, ricevendola benedizione del diacono Marcantonio, diverse comunità ecclesiali si sono strette nel dolore.
Tra queste, anche il Vescovo di Trapani, Pietro Maria Fragnelli, ha voluto far sentire la propria vicinanza attraverso una preghiera letta al termine della celebrazione. Il messaggio, ispirato al brano «Un’onda perfetta» dei The Sun, era stato anticipato ai fedeli che si erano riuniti presso la Lega Navale per offrire un fiore alla memoria degli scomparsi.
L’apertura dell’anno francescano
Contemporaneamente, il Vescovo ha presieduto l’omelia in Cattedrale per l’avvio dell’anno francescano, segnato dall’apertura dell’ottavo centenario del transito di San Francesco d’Assisi. Alla solenne cerimonia hanno partecipato i frati conventuali di Trapani e i frati minori di Alcamo.
L’atto d’accusa di Monsignor Lorefice
Particolarmente duro è stato l’intervento di Monsignor Lorefice, Arcivescovo di Palermo. In un messaggio inviato a Mediterranea Saving Humans, Lorefice ha lanciato un chiaro atto d’accusa contro quelle che definisce «scelte politiche disumane»:
«Sono corpi umani, non numeri da propaganda. C’è una chiara denuncia verso chi, per mero populismo, rivendica la riduzione degli sbarchi ignorando il prezzo in vite umane. È l’umanità stessa a essere in gioco nel Mediterraneo.»
L’Arcivescovo ha concluso il suo appello esortando le istituzioni e la società civile a non restare indifferenti davanti a questa tragedia.
La cronaca dei ritrovamenti
Il mare, intanto, continua a restituire i segni del dramma. Nella giornata di ieri, presso la località Bue Marino a Pantelleria, è stato rinvenuto il cadavere di un uomo. Questa mattina, a Custonaci, si è tenuta invece la sepoltura di altri due corpi ritrovati nei giorni scorsi nella Baia di Cornino e in località Frassino.
Questi tragici ritrovamenti rappresentano i frammenti di una tragedia silenziosa che continua a interpellare le coscienze e a mantenere alta l’attenzione sull’emergenza umanitaria nel Mediterraneo.