Chiude l’ambulatorio PICC dell’ospedale di Alcamo, pazienti costretti a spostarsi settimanalmente

L’ambulatorio per gli accessi vascolari dell’ospedale “San Vito e Santo Spirito” ha chiuso ufficialmente il 1° marzo, interrompendo un servizio fondamentale per i tanti pazienti oncologici che vi fanno accesso settimanalmente. La decisione segue due mesi in cui l’attività era stata garantita “extra ruolo” dall’infermiere titolato che aveva sostituito il collega in pensione: pur essendo il secondo in graduatoria e in possesso del master necessario —a differenza di quanto erroneamente riportato ieri— non ha ancora ricevuto incarico formale quindi tutela contrattuale. Ha comunque accettato di coprire il servizio sacrificando il suo tempo libero, e facendo la spola tra sala operatoria e ambulatorio in questi primi due mesi dell’anno. Si attende quindi lo scorrimento della graduatoria per formalizzare incarichi e coprire il vuoto. Smentito anche che il presidio alcamese manchi di formazione per gli accessi vascolari: sarebbe stato al contrario capofila nella provincia di Trapani, formando personale anche per altri distretti.
Nonostante gli sforzi del personale sanitario, che ha sacrificato tempo libero e prestato lavoro senza tutela legale, i pazienti si ritrovano ora senza alternative chiare: a Trapani non risulta che esista alcun ambulatorio attivo per gli accessi vascolari di questo tipo e le medicazioni dovranno essere effettuate fuori città, senza indicazioni certe. La chiusura dell’ambulatorio PICC evidenzia un problema strutturale: un ospedale pubblico non può garantire cure essenziali affidandosi a soluzioni tampone. La sicurezza, la continuità e la trasparenza devono restare priorità assolute, specialmente in un contesto -come quello trapanese- al centro di recenti episodi di malasanità. La situazione attuale mette operatori e pazienti in una condizione rischiosa: le cure non devono dipendere dal ‘buon cuore’ del personale, né i pazienti possono essere lasciati in balia della burocrazia lenta. È urgente garantire procedure certe e tutele formali, affinché la cura sia sicura, stabile e rispettosa dei diritti dei pazienti ma anche dei tanti lavoratori della sanità.