Celebrazione solenne per l’avvio del processo di beatificazione di Manuel Foderà

di Redazione Alpa Uno ·

Celebrazione solenne per l’avvio del processo di beatificazione di Manuel Foderà

Con una solenne celebrazione in Curia si è aperto ufficialmente il processo di beatificazione e canonizzazione di Manuel Foderà, il giovane trapanese scomparso prematuramente che, attraverso la sua esperienza di sofferenza, ha lasciato una profonda testimonianza di fede cristiana. L’avvio della causa rappresenta il primo passo del lungo iter che potrebbe portare al riconoscimento della santità di un ragazzo che continua a essere punto di riferimento spirituale per tanti fedeli. Ad aprire la sessione è stato il vescovo di Trapani, monsignor Pietro Maria Fragnelli, che ha definito l’inizio del processo «un atto di fede della comunità ecclesiale». Nel suo intervento, intitolato La catena del dono, il presule ha invitato a guardare alla vicenda di Manuel non come alla celebrazione di una persona, ma come a un segno della presenza di Cristo nella storia e nella vita quotidiana. Prendendo spunto dal Vangelo della guarigione del lebbroso, il vescovo ha richiamato il significato dei miracoli di Gesù come gesti di inclusione e di ricostruzione delle relazioni. Una riflessione che ha fatto da cornice alla figura di Manuel, presentato come testimone di una fede capace di trasformare il dolore in speranza e di avvicinare le persone a Dio. Monsignor Fragnelli ha anche annunciato che il cammino della causa accompagnerà il prossimo anno pastorale come un vero e proprio anno vocazionale. L’obiettivo sarà riproporre soprattutto ai giovani la chiamata universale alla santità, ricordando che, come insegnava Manuel, questa nasce dal Battesimo e si costruisce nella quotidianità. Particolarmente toccante il richiamo alle parole lasciate dallo stesso Manuel Foderà. Nei suoi scritti descriveva Gesù come «un amico davvero speciale», raccontando come la fede gli avesse illuminato la vita nei momenti più difficili. Con l’apertura del processo canonico inizia adesso un percorso fatto di raccolta di testimonianze, documenti e verifiche secondo le norme della Chiesa. Ma, al di là dell’aspetto giuridico, la diocesi punta soprattutto a custodire e rilanciare il messaggio lasciato da Manuel Foderà: quello di una fede vissuta con semplicità, capace di trasformare anche la fragilità in una possibilità di dono agli altri.

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