Castellammare, revocato l’incarico all’assessore Todaro: Fausto rompe con Forza Italia

La crisi politica nella maggioranza che sostiene il sindaco Giuseppe Fausto a Castellammare del Golfo arriva al punto di rottura. Il primo cittadino ha firmato oggi la revoca dell’incarico all’assessore Giovanni Todaro, espressione della componente di Forza Italia, trattenendo temporaneamente nelle proprie mani tutte le deleghe che erano state assegnate all’esponente azzurro. Un atto che formalizza una frattura maturata nei giorni scorsi, quando il Consiglio comunale del 31 luglio- chiamato ad approvare con urgenza una modifica al regolamento del servizio di assistenza domiciliare anziani- è saltata per il mancato raggiungimento del numero legale.
A pesare, secondo la ricostruzione contenuta nel provvedimento sindacale, sarebbe stata l’assenza dei consiglieri comunali riconducibili a Forza Italia. Un episodio che ha fatto emergere un problema politico interno alla coalizione: da una parte la rappresentanza in Giunta, dall’altra quella consiliare, incapaci di mantenere una linea comune su un provvedimento ritenuto strategico dall’amministrazione. Fausto, nel decreto di revoca, non attribuisce a Todaro una responsabilità personale per il mancato svolgimento della seduta consiliare e riconosce all’assessore l’impegno svolto durante il mandato. La decisione, però, nasce dal venir meno del rapporto fiduciario e dalla necessità, secondo il sindaco, di garantire una maggiore coesione politica tra gli organi dell’amministrazione.
Todaro, infatti, negli ultimi anni aveva ricoperto deleghe importanti: Servizi Sociali, Pari Opportunità, Contenzioso, Servizi Demografici e Randagismo. Nel corso del mandato aveva avuto anche competenze su settori come Edilizia privata, Patrimonio, Protezione Civile e Bilancio. Si apre così una nuova fase per l’amministrazione Fausto. Un addio senza rancori personali, si legge nell’atto, ma con un messaggio politico chiarissimo: in Giunta non c’è più posto per chi naviga a vista mentre la maggioranza in aula perde la rotta (e il quorum).