Castellammare del Golfo, interrogazioni all’ARS su porto e diga foranea

di Redazione Alpa Uno ·

Castellammare del Golfo, interrogazioni all’ARS su porto e diga foranea

Si alza il livello dello scontro istituzionale sulla gestione del porto di Castellammare del Golfo. ABC ControCorrente annuncia la presentazione di due interrogazioni urgenti all’Assemblea Regionale Siciliana, depositate tramite Ismaele La Vardera. Nel mirino finiscono da un lato le concessioni demaniali nello specchio acqueo del porto turistico, dall’altro i ritardi ormai cronici per il completamento della diga foranea. La prima interrogazione punta il dito contro un sistema che, secondo il gruppo, rischierebbe di trasformare l’area portuale in un mercato chiuso, con spazi saturi e nessuna reale possibilità di accesso per nuovi operatori economici. Tra le contestazioni vengono indicati rigetti di istanze concorrenti motivati con la presunta indisponibilità delle aree, nonostante – sostengono gli esponenti del gruppo – quelle stesse zone risulterebbero già assegnate ad altri soggetti. Nella nota diffusa si parla anche di possibile assenza di procedure pubbliche comparative, ipotizzando concessioni rilasciate senza bandi trasparenti. Segnalati anche diversi casi di provvedimenti riemessi anche dopo contenziosi amministrativi, senza superare le criticità già emerse davanti ai giudici. Un quadro che, se confermato, aprirebbe interrogativi pesanti sulla correttezza amministrativa e sulla tutela della concorrenza. Il secondo fronte riguarda la diga foranea del porto di Castellammare del Golfo, opera attesa da anni e divenuta, secondo i promotori dell’iniziativa, simbolo di lentezza burocratica e inefficienza. Nonostante un quadro economico superiore ai 24 milioni di euro, il cantiere non sarebbe ancora arrivato al traguardo. Le scadenze indicate prevedevano il completamento entro settembre 2025, ma oggi l’infrastruttura risulta ancora incompiuta. Secondo ABC ControCorrente, il caso non riguarda solo opere pubbliche e sviluppo turistico, ma investe direttamente il tema della legalità amministrativa e della trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche. Da qui la richiesta di risposte rapide da parte della Regione Siciliana e, se necessario, perfino di un commissariamento straordinario per sbloccare l’impasse.

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