Castellammare del Golfo. Il castello resta chiuso, il museo aperto ‘a richiesta’

di Redazione Alpa Uno ·

Presenze domenicali, chiudono al transito Cala Marina e Scopello

Doveva diventare il simbolo della rinascita culturale di Castellammare del Golfo, un museo immersivo capace di raccontare “La memoria del Mediterraneo” attraverso percorsi multimediali, installazioni interattive e un restauro destinato a rilanciare il turismo del territorio. Invece, a quasi un anno dalla conclusione ufficiale dei lavori, il Castello Arabo Normanno vive un paradosso a cui i siciliani hanno fatto l’abitudine: un milione di euro di investimento pubblico per una struttura che continua a restare chiusa proprio nei giorni di maggiore afflusso turistico.

Il progetto era stato annunciato nel novembre del 2020 dalla Regione Siciliana come uno degli interventi simbolo finanziati attraverso il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione nell’ambito del “Patto per la Sicilia”. Quasi un milione di euro destinati all’adeguamento funzionale del Castello, con l’obiettivo di trasformarlo in un moderno polo museale. I lavori, affidati a un raggruppamento temporaneo di imprese risultano conclusi il 10 giugno dello scorso anno. A certificarlo è il RUP del procedimento. Da allora, però, il silenzio. Oggi il Castello, almeno nella pratica quotidiana, continua a funzionare come una struttura part-time. Chiuso il sabato e la domenica, proprio quando Castellammare si riempie di visitatori, e accessibile negli altri giorni soltanto negli orari compatibili con il dipendente comunale assegnato alla gestione. Niente aperture serali stabili, nessuna programmazione turistica degna di una città che punta sul richiamo culturale e nessuna continuità nella fruizione di uno dei monumenti più rappresentativi del territorio. Apre solo “a richiesta”, in occasione di eventi o presentazioni, mentre turisti e cittadini trovano i cancelli chiusi.

A sollevare il caso è stato anche il consigliere comunale di opposizione Mario Di Filippi, che ha presentato due interpellanze chiedendo chiarimenti sull’assenza di un bando per l’affidamento della gestione della struttura. Una vetrina costata quasi un milione di euro, che però viene esclusa dalla vita quotidiana della città. E mentre la stagione turistica entra nel vivo, Castellammare si ritrova con il suo gioiello più prezioso ancora imprigionato negli orari d’ufficio della burocrazia.