Casteldaccia, parte il processo per i 5 operai morti: “Norme violate e zero sicurezza”

di Giuseppe Maniscalchi ·

Cerimonia a Casteldaccia per l’anniversario della strage

Si celebra domani la prima udienza del processo sulla strage di Casteldaccia, in programma presso il Tribunale di Termini Imerese. C’è forte attesa tra i familiari delle vittime, che in passato avevano manifestato il loro disappunto per una serie di rinvii legati alla carenza di magistrati. Questi ritardi avevano scatenato anche la protesta della Fillea Cgil che, insieme ai familiari, si costituirà parte civile.

La strage risale al maggio di due anni fa, quando cinque operai persero la vita durante i lavori alla rete fognaria, uccisi dalle esalazioni tossiche sprigionatesi all’interno di un impianto. Si è trattato di uno degli incidenti sul lavoro più gravi avvenuti in Sicilia negli ultimi anni. A perdere la vita furono Epifanio Alsazia, Ignazio Giordano, Giuseppe La Barbera, Giuseppe Miraglia e Roberto Raneri. I cinque lavoratori stavano operando sulla rete fognaria per conto dell’Amap quando furono sorpresi dal gas tossico. Gli imputati sono sei persone fisiche e due società, chiamate a rispondere di omicidio colposo plurimo.

Nel caso di Casteldaccia «emerge come l’appaltatore non sia stato rispettoso delle norme e di comunicazioni corrette, violando le disposizioni previste dal D.Lgs. 81/2008. In generale, mancano i dati previsti per legge che riportino gli infortuni disaggregati anche rispetto alle catene degli appalti». Questo è un passo della relazione della commissione parlamentare sulla strage, resa nota un mese fa.

Nell’esame viene puntato il dito anche sulla formazione del personale, che la Commissione ha reputato «inadeguata», sulla scarsa presenza di tecnologie di prevenzione e su «una cultura della sicurezza che viene percepita come un costo anziché come un investimento». La tragedia di Casteldaccia, continua la relazione, individua le responsabilità di Amap per via delle lacune operative e organizzative: «I dirigenti devono tradurre in pratica le direttive del datore di lavoro, mentre l’impresa subappaltatrice ha assunto lavoratori senza garantire dispositivi di protezione».

La relazione è stata presentata alla Prefettura di Palermo, alla presenza della presidente della Commissione, Chiara Gribaudo, e della relatrice e membro della Commissione, Giovanna Iacono.

«La tragedia di Casteldaccia ci ricorda che la sicurezza sul lavoro deve essere una priorità assoluta e che la prevenzione, la formazione e i controlli sono strumenti indispensabili per tutelare la vita dei lavoratori», ha scritto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato a Chiara Gribaudo.

A perdere la vita furono Giuseppe La Barbera, palermitano di 28 anni e operaio interinale dell’Amap, e quattro operai della Quadrifoglio Group di Partinico, la ditta edile che aveva in subappalto i lavori di manutenzione ordinaria: Epifanio Alsazia, 71 anni, contitolare dell’azienda edile, originario di Partinico ma residente ad Alcamo; Ignazio Giordano, 57 anni, di Partinico; Giuseppe Miraglia, 47 anni, di San Cipirello; Roberto Raneri, 51 anni, di Alcamo.