Caso Hydra, si uccide il collaboratore Bernardo Pace: giallo alla vigilia del processo

di Redazione Alpa Uno ·

Nuovi agenti carcerari. 26 a San Giuliano, 13 fra Favignana e Castelvetrano

Stava scontando una pena a 14 anni e 4 mesi di reclusione dopo la sentenza emessa lo scorso gennaio. Bernardo Pace, 62 anni, mafioso originario di Castelvetrano noto come “Tino di Trapani”, si è tolto la vita nel carcere di Torino proprio dopo aver iniziato a collaborare con la giustizia.

I dettagli del ritrovamento

L’uomo è stato trovato senza vita all’interno del Blocco E dell’istituto penitenziario, un’area destinata ad attività comunitarie che ospita anche il polo universitario e strutture sportive. Secondo le prime informazioni, si sarebbe impiccato. La Procura ha aperto un’indagine per istigazione al suicidio e ha disposto l’autopsia per chiarire ogni dinamica.

Il profilo criminale e l’inchiesta Hydra

Pace era stato condannato lo scorso 12 gennaio al termine del procedimento nato dalla maxi-inchiesta della DDA di Milano. Nello stesso processo erano stati condannati anche Michele e Domenico Pace, ritenuti parte del medesimo contesto criminale legato al mandamento trapanese.

Secondo quanto emerso in aula, il gruppo era riconducibile alla sfera d’influenza di Paolo Aurelio Errante Parrino, figura storica collegata alla famiglia del boss Matteo Messina Denaro.

L’indagine “Hydra” ha rappresentato uno dei filoni investigativi più rilevanti degli ultimi anni in Lombardia, portando alla luce un sistema criminale unitario capace di mettere in rete esponenti di:

  • Cosa Nostra
  • ’Ndrangheta
  • Camorra

Il peso delle sue dichiarazioni

Il suicidio di Pace avviene in un momento cruciale: i suoi verbali, insieme a quelli di altri nuovi collaboratori, dovrebbero essere depositati domani, 19 marzo, in occasione della prima udienza del processo ordinario che coinvolge 45 imputati. Nonostante il decesso, gli investigatori punteranno ora sul valore di quanto l’uomo aveva già messo a verbale prima di morire.

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