Caro carburanti, scatta il fermo dei tir in Sicilia: merci bloccate nei porti

I camion restano fermi nei piazzali e i semirimorchi carichi di merce non vengono ritirati dalle navi nei porti siciliani. È scattato all'alba di oggi il blocco dei trasporti su gomma nell'Isola, una protesta che proseguirà fino alla mezzanotte di martedì 20 ottobre. Il settore dei trasporti merci incrocia le braccia per fermare il continuo aumento del prezzo del gasolio. C'è il rischio concreto di una paralisi per l'economia e per la distribuzione dei beni primari nell'intera regione. A guidare la mobilitazione nell'Isola è il Comitato autotrasportatori siciliani, presieduto da Salvatore Bella. L'iniziativa fa parte di un'ondata di proteste spontanee che sta colpendo diverse regioni del Mezzogiorno. Disagi e blocchi si registrano infatti anche in Calabria, Campania, Puglia e Basilicata. Al centro della contestazione ci sono i costi di gestione ormai insostenibili per le imprese. I rincari del carburante stanno mettendo a dura prova i bilanci delle aziende. Le associazioni di categoria denunciano inoltre che i fondi promessi dal governo a maggio non sono ancora arrivati a destinazione. Le sigle Unatras e Conftrasporto sottolineano il forte disagio degli imprenditori. La convocazione di un tavolo di confronto al Ministero dei Trasporti per il 27 ottobre viene ritenuta troppo lontana nel tempo. A peggiorare il quadro si aggiungono le difficoltà nella distribuzione dei carburanti per le auto. In molte zone del Sud Italia diverse stazioni di servizio sono già rimaste a secco, con lunghe code alle pompe e grandi disagi per i cittadini. Sulla rete di distribuzione pesa anche lo sciopero degli impianti della raffineria di Taranto. Le prossime ore saranno decisive per valutare l'impatto reale del fermo sui flussi delle merci in arrivo e in partenza dalla Sicilia.