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Carcere di Trapani, scattano le richieste di ispezione ministeriale e il sopralluogo sindacale

di Redazione Alpa Uno ·

Secondo suicidio al carcere Cerulli di Trapani

L'emergenza penitenziaria al "Pietro Cerulli" di Trapani assume contorni sempre più drammatici. A pochissimi giorni dal suicidio del 26enne in isolamento nel reparto Tirreno, la notizia del secondo decesso di un recluso trasforma la struttura trapanese nel centro di una complessa bufera giudiziaria, sindacale e politica di respiro nazionale. Una sequenza tragica che spezza il velo delle rassicurazioni istituzionali e apre pesanti interrogativi sulle condizioni di custodia nei reparti ad alta tensione, accendendo la dura reazione delle associazioni di tutela e della difesa penalista. Di fronte alla doppia tragedia si leva la richiesta perentoria dell'invio immediato di un'ispezione straordinaria da parte del Ministero della Giustizia. A sollecitare l'intervento formale del Guardasigilli Carlo Nordio e del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria sono Nadia Di Rocco, presidente dell'associazione Quei Bravi Ragazzi Family, e l'avvocato penalista cassazionista Nadia Fortunata Grande. «Basta con relazioni tranquillizzanti che non trovano riscontro nella realtà: parliamo di ragazzi deceduti sotto la tutela dello Stato» dichiara Di Rocco. L'avvocato Grande ha invece tracciato il perimetro giuridico della vicenda, «Quando un cittadino è privato della libertà, lo Stato assume una posizione di garanzia rafforzata sulla sua incolumità fisica e mentale. Le esigenze di ordine pubblico non possono trasformare il carcere in una zona franca fuori dalla legalità costituzionale». Si affianca la protesta del personale di vigilanza. La UIL FP Polizia Penitenziaria ha annunciato per lunedì prossimo un sopralluogo straordinario all'interno dell'istituto trapanese. La delegazione, guidata da Gioacchino Veneziano ispezionerà lo stato dei luoghi di lavoro, concentrandosi sulle gravissime criticità del padiglione Mediterraneo. Il sindacato contesta frontalmente i dati ufficiali sulla dotazione organica forniti dal DAP. Secondo la sigla dei 258 agenti dichiarati, almeno 23 risultano distaccati in servizi di scorta alle autorità o presso il Nucleo Investigativo. Un deficit reale che si scontra con una popolazione carceraria che sfiora i 600 detenuti, gestita da una media di appena 75 agenti.

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