Calatubo di nuovo in fiamme: appello dell'associazione e denuncia congiunta ai Carabinieri

Dopo il devastante incendio del 17 settembre che ha flagellato l'intera rocca del Castello di Calatubo — provocando ingenti danni al patrimonio naturale, storico, archeologico e strutturale del territorio comunale — la terra continua a bruciare, persino in pieno giorno.
Nonostante la gravità della situazione, i piromani sono tornati in azione: le fiamme hanno infatti lambito il versante ovest lo scorso primo ottobre e il lato sud della collina nella giornata di ieri, minacciando l'area rimasta miracolosamente intatta nel precedente rogo.
I recenti incendi avevano già causato la distruzione dell'impianto di illuminazione del castello, che attualmente versa nel buio totale, oltre alla perdita di circa 50 cipressi lungo il viale Principe Papè di Valdina (con le relative protezioni antipascolo) e a gravi danni al contesto archeologico circostante.
“Non possiamo assistere inermi a questo scempio continuo. Chiediamo alle Istituzioni di non lasciarci soli e di intervenire subito con controlli e tutele reali. La salvaguardia del nostro patrimonio non può gravare solo sulle nostre spalle: servono fatti, non parole”, scrive in una nota l’associazione culturale "Salviamo il Castello di Calatubo".
Nonostante l'emergenza, il sito inserito nel circuito de “Le Vie dei Tesori” ha registrato la presenza di centinaia di visitatori anche nello scorso weekend, i quali hanno voluto mostrare vicinanza e solidarietà. Per fermare questa escalation di atti vandalici, il Comune e l'Associazione hanno presentato una denuncia congiunta ai Carabinieri.