Calatafimi Segesta. La Croce d’argento apre la festa: svolta storica con le donne nella Maestranza (VIDEO)

di Rosalinda Viola ·

Calatafimi Segesta. La Croce d’argento apre la festa: svolta storica con le donne nella Maestranza (VIDEO)

Nel cuore della domenica di Pasqua, la comunità di Calatafimi Segesta si è ritrovata per uno dei momenti più carichi di simbolismo della sua antica tradizione: il trasporto della Santa Croce d’argento. Un rito che non è solo una manifestazione di fede, ma il battito vitale di una città che si prepara alla grande Festa del Santissimo Crocifisso.

Il Passaggio di Testimone: Il Clero e la Croce

Come vuole la consuetudine, la preziosa reliquia – donata nel 1776 – è stata portata a spalla dal più giovane sacerdote della città. Quest’anno l’onore è toccato a don Giuseppe Bruccoleri, ordinato dopo l’ultima edizione della festa.

La processione, guidata dal Clero (considerato il “Ceto guida”), ha trasferito la Croce dalla Chiesa del SS. Crocifisso al Santuario di Maria SS. di Giubino. Qui rimarrà custodita fino al 30 aprile, quando don Emanuel Mancuso la ricondurrà trionfalmente in città per dare inizio ai festeggiamenti principali.

La Svolta Storica: Dieci Donne nella Maestranza

La notizia che segna un prima e un dopo nella storia della festa riguarda il Ceto della Maestranza. Per la prima volta dalla sua costituzione, il Ceto ha ufficialmente aperto le porte alle donne: ben dieci giovani socie sono entrate a farne parte.

Non si tratta di una semplice partecipazione, ma di una rivoluzione culturale profonda. Vedere tre sorelle sfilare insieme o ammirare l’immagine del Cassiere Giusi Tosto al centro della deputazione è il segno tangibile di come la festa stia evolvendo da rito patriarcale a patrimonio identitario collettivo. Le donne hanno sfilato con lo stesso rigore dei colleghi uomini, indossando l’abito scuro e garantendo quel ricambio generazionale necessario a mantenere viva la “milizia” di Calatafimi.

L’Omaggio dei Ceti: Simboli e Tradizioni

La processione ha visto protagonisti anche gli altri storici pilastri della struttura sociale calatafimese:

  • Il Ceto dei Mugnai: Custodi della memoria storica, i discendenti degli antichi mulini del fiume Kaggera hanno aperto il periodo festivo sfilando con lo stendardo ricamato in oro. Tra le fila, spicca la figura di Rosario Ragona, una delle ultime memorie storiche della festa, custode di un passato che continua a vivere attraverso la distribuzione dei tipici dolci “Milidde”.
  • Il Ceto Macellai: Hanno accompagnato la Croce con il loro dono distintivo: le rose rosse. Oltre a richiamare il sangue di Cristo e il sacrificio della Passione, la rosa è stata scelta per la sua conformazione: petali che si sovrastano senza oscurarsi, creando insieme un’opera d’arte. Un simbolo di come la diversità dei membri del Ceto si fonda in un unico “capolavoro” di devozione.
  • Il Ceto Cavallari: Sempre presente e dinamico, ha mostrato il vigore della sua deputazione mentre si avviava verso la Chiesa del SS. Crocifisso, confermando il legame indissolubile tra la cittadinanza e la propria storia rurale.

Un Evento di Rilevanza Regionale

Quella che per molti è la “Pre-Festa” è in realtà un momento di coesione sociale unico, capace di trasformare un rito locale in un messaggio universale di pace e accoglienza.

In attesa del 30 aprile, la città si stringe attorno al suo Santuario, consapevole che la tradizione, quando sa rinnovarsi con coraggio, non morirà mai.

Video Studio Fotografico Cascio di Calatafimi

https://www.youtube.com/watch?v=gdpWWGZq61U

Tag: Attualità