Calatafimi Segesta. Il risveglio dei Ceti: tra mandorle benedette, carretti e solidarietà (VIDEO)

di Rosalinda Viola ·

Calatafimi Segesta. Il risveglio dei Ceti: tra mandorle benedette, carretti e solidarietà (VIDEO)

Inizia il conto alla rovescia per la festa del Santissimo Crocifisso. Le strade di Calatafimi Segesta sono entrate in quella fase che i residenti definiscono “Tempo-Festa”: una sospensione del quotidiano che trasforma i magazzini e le sedi sociali in laboratori di partecipazione collettiva. Quest’anno il percorso verso l’1, 2 e 3 maggio si arricchisce di novità storiche e progetti di inclusione sociale che segnano un’evoluzione nel tessuto dei Ceti cittadini.

Il Ceto Macellai: una nuova pagina di storia e il progetto “Nessuno resti fuori”

L’attesa della comunità è rivolta alla serata di giovedì 26 marzo, momento in cui il Ceto Macellai si riunirà per la benedizione dei doni e il successivo confezionamento delle mandorle. Non si tratta di un appuntamento ordinario: quest’anno il Ceto scriverà una nuova pagina della cronaca locale partecipando per la prima volta ufficialmente al Corteo dell’1 e 2 maggio insieme agli altri Ceti storici.

Questo traguardo è il risultato di un lavoro costante durato 14 anni, portato avanti con determinazione dal Presidente Francesco Coraci e dai suoi collaboratori, in sinergia con i parroci che si sono succeduti. Un nuovo “status” che viene vissuto come un dovere morale verso le vecchie generazioni e come semina per quelle future, rappresentate dai numerosi bambini che in questi giorni affollano i locali del Ceto con entusiasmo.

Sotto il profilo sociale, nasce l’iniziativa “Nessuno resti fuori”. Il Ceto ha deciso di coinvolgere attivamente le fasce deboli del territorio: anziani, disabili e soggetti fragili delle comunità alloggio di Calatafimi Segesta saranno parte integrante della prima fase della festa, collaborando al confezionamento dei doni. Sotto il profilo simbolico, la scelta della mandorla non è casuale: nella tradizione cristiana rappresenta la natura divina di Cristo protetta dall’involucro dell’umanità. Essendo il mandorlo il primo albero a fiorire, diventa emblema di rinascita per il gruppo che si apre alla città, ricucendo il legame storico tra l’economia della carne (gli ucceri) e quella rurale delle campagne siciliane dell’Ottocento.

Il Ceto Cavallari: fede, allegria e la memoria di Mastro Pino Adamo

Il cammino organizzativo ha segnato una tappa importante venerdì 20 marzo con la benedizione del Ceto Cavallari. Presso la sede, il Cassiere Giusi Tosto ha accolto don Vincenzo Basiricò e Padre Bonifacio per il rito di affidamento dei doni che verranno distribuiti durante il corteo. Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Francesco Gruppuso, la giunta comunale e l’avvocato Vito Mancuso, presidente del Comitato operativo per i festeggiamenti.

I Cavallari sono noti per la loro “giovialità”, un tratto distintivo che si manifesta nel piacere di mostrare con orgoglio i cavalli e i carretti riccamente addobbati. Oltre all’aspetto folkloristico, emerge anche la dimensione umana e artigianale: è il caso di Mastro Pino Adamo, storico carrettista calatafimese. Le immagini che lo ritraggono ancora al lavoro sui suoi carretti servono a ricordare il valore di maestranze spesso dimenticate, ma fondamentali per la riuscita estetica della sfilata di maggio. Tutto il lavoro di confezionamento, svolto con l’aiuto di famiglie e amici, viene vissuto come un atto di abbandono spirituale “nelle mani del Signore”.

Il Ceto dei Borgesi: il rito dei grandi numeri

A fare da apripista lunedì 16 marzo è stato il Ceto dei Borgesi. Sotto la guida del presidente Giovanni Accardo, la deputazione ha dato il via alla preparazione di imponenti quantitativi di confetti, arachidi e noccioline. La benedizione, officiata da Padre Vincenzo Basiricò alla presenza delle autorità civili e dei funzionari comunali, ha ricordato il significato profondo della ricorrenza: una “festa dei cuori” nata come atto di gratitudine verso il divino.

Le operazioni di confezionamento dei Borgesi rappresentano un’occasione di consolidamento dei legami sociali, dove il lavoro manuale delle famiglie diventa il preludio alla gioia collettiva che caratterizzerà le tre giornate clou di maggio.

Verso il Maggio Calatafimese

Mentre i vari Ceti completano le operazioni di preparazione, la città si prepara ad accogliere i visitatori. Le immagini dei preparativi — dai sorrisi dei bambini alle mani operose degli anziani — raccontano l’identità di un popolo che vede nella Festa del Santissimo Crocifisso non solo un evento religioso, ma il fulcro della propria coesione sociale.

https://www.youtube.com/watch?v=w15nHSQMLv4

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