Calatafimi Segesta: festa del SS Crocifisso sotto accusa, l’opposizione chiede spiegazioni

di Redazione Alpa Uno ·

SS. Crocifisso di Calatafimi, la grande festa manca da 12 anni. Manca intesa fra Chiesa e Ceti

C’è chi racconta di aver aspettato fino a quattro ore prima di riuscire a salire su una navetta e raggiungere i festeggiamenti del Santissimo Crocifisso, chi nonostante avesse il braccialetto è stato lasciato comunque a terra, e chi suo malgrado ha rinunciato alla tanto attesa festa di paese per via dei prezzi esorbitanti dei biglietti. È da queste segnalazioni che prende le mosse l’interrogazione presentata dai consiglieri comunali di opposizione Gian Vito Lombardo e Giulia Simone, che chiedono all’amministrazione comunale di fare piena luce sull’organizzazione dell’evento, tra disservizi, problemi di coordinamento e polemiche sul sistema di accesso alla manifestazione, tenutasi i primi di Maggio dopo 14 anni di assenza. Nel documento i due consiglieri sottolineano come la festa rappresenti uno degli appuntamenti religiosi e identitari più importanti della città e proprio per il valore che la ricorrenza riveste, spiegano, è necessario chiarire le criticità. In primis il servizio navette. Oltre alle lunghissime attese denunciate da alcuni utenti, nell’interrogazione si parla di disservizi organizzativi e controlli sui biglietti ritenuti inefficaci. Secondo le segnalazioni raccolte dai consiglieri, dalle 19 le navette avrebbero smesso di effettuare corse verso il centro cittadino, mentre il botteghino avrebbe interrotto la vendita dei biglietti, lasciando senza assistenza anche persone già munite di titolo d’ingresso e del relativo braccialetto e costringendo altri visitatori a rinunciare alla partecipazione. Nell’interrogazione trova spazio anche una riflessione sull’impostazione complessiva della manifestazione. Secondo i consiglieri, occorre valutare se il modello adottato quest’anno abbia realmente rappresentato un miglioramento oppure se sia necessario recuperare maggiormente lo spirito della festa popolare. Da qui anche la richiesta di riconsiderare il costo del biglietto d’ingresso, pari a 11,50 euro, ritenuto poco sostenibile per molte famiglie e percepito da una parte dei cittadini come poco coerente con la tradizione di una festa nata per coinvolgere l’intera comunità.

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