Borgetto, revocata definitivamente l’assegnazione della ‘Villa della legalità’

di Redazione Alpa Uno ·

‘Villa della Legalità’ a Borgetto, murales completati. Ora biblioteca e mostra di donne (VIDEO)

Si chiude con un provvedimento drastico la vicenda dell’assegnazione a TeleJato ETS di uno dei beni confiscati alla criminalità organizzata nel territorio di Borgetto. Con la Determinazione del 22 giugno, il Comune ha dichiarato la decadenza immediata dell’assegnazione degli immobili di contrada Annunziata, disponendo il rilascio della struttura entro trenta giorni. Al centro del provvedimento il mancato raggiungimento degli obiettivi che avevano giustificato l’affidamento del bene. La “Scuola di giornalismo e Centro di documentazione del fenomeno mafioso”, che rappresentava il fulcro della proposta approvata non sarebbe mai esistita: nessun comitato scientifico, nessun piano formativo nè risultati didattici e culturali. L’amministrazione comunale segnala presunte irregolarità nella gestione dei collaboratori, in particolare sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e le coperture assicurative per stagisti e operatori. Tra i punti più rilevanti figura inoltre la presenza costante all’interno dell’immobile dell’Associazione Culturale Marconi, editore dell’emittente TeleJato. Per il Comune si tratterebbe di una forma di sub-assegnazione non autorizzata, espressamente vietata dalla convenzione. Ultimo ma non meno rilevante, il mancato pagamento della tassa sui rifiuti. Oltre all’obbligo di riconsegnare l’immobile entro trenta giorni dalla notifica, TeleJato dovrà fare i conti con l’applicazione delle penali e con la possibile richiesta di risarcimento danni. Nel corso del procedimento l’Associazione TeleJato ETS ha contestato la revoca, richiamando il ruolo comunitario dell’emittente e parlato di una “rimodulazione strategica” del progetto iniziale. Argomentazioni che, tuttavia, non hanno convinto gli uffici comunali.

La revoca apre adesso anche un interrogativo sul destino della cosiddetta “villa della legalità”, divenuta negli ultimi anni un luogo simbolo del riutilizzo sociale dei beni confiscati. Ci si chiede che fine faranno i murales di Giulio Rock realizzati nel 2024 dedicati alle più importanti vittime della mafia e finanziati grazie a un contributo regionale di 20 mila euro ottenuto attraverso un emendamento presentato e fatto approvare all’Ars dal deputato Ismaele La Vardera. La speranza è che il patrimonio simbolico costruito in questi anni non venga disperso.