Bonifica dell’amianto senza cautele, sequestrato di un immobile a Palermo

di Redazione Alpa Uno ·

Bonifica dell’amianto senza cautele, sequestrato di un immobile a Palermo

Un immobile sottoposto a sequestro e tre persone segnalate all’autorità giudiziaria per presunte irregolarità nelle operazioni di bonifica dell’amianto: è il bilancio dell’intervento condotto dai Finanzieri del Comando Provinciale di Palermo, nell’ambito di un’attività mirata al contrasto dei reati ambientali e alla tutela della salute pubblica. L’operazione, scattata a seguito di segnalazioni dei cittadini, nel mirino un cantiere nel pieno centro abitato, dove erano in corso lavori di smantellamento potenzialmente pericolosi. I militari del 2° Nucleo Operativo Metropolitano hanno effettuato un sopralluogo nell’area, avviando verifiche approfondite sia sul campo sia attraverso l’analisi della documentazione acquisita presso gli uffici competenti. Il raffronto tra carte e realtà operativa avrebbe fatto emergere una possibile gestione non conforme delle operazioni di bonifica, con l’ipotesi di violazioni alle normative vigenti e, soprattutto, l’assenza delle necessarie cautele per lo smaltimento dei materiali contenenti fibre di amianto. Un quadro ritenuto sufficientemente grave da determinare il sequestro preventivo dell’intera area interessata, comprensiva del fabbricato e delle pertinenze, con l’obiettivo di bloccare immediatamente le attività e scongiurare un ulteriore aggravamento del rischio ambientale. Contestualmente, tre soggetti sono stati segnalati all’autorità giudiziaria. Il provvedimento è stato convalidato dal GIP del Tribunale di Palermo, su richiesta della Procura che ha assunto il coordinamento delle indagini e disposto ulteriori accertamenti, tra cui operazioni di campionatura dell’aria affidate agli uffici competenti. Un contesto delicato, in cui la gestione dell’amianto continua a rappresentare una delle principali criticità ambientali e sanitarie: l’amianto, infatti, è un materiale altamente pericoloso se deteriorato o manipolato senza adeguate protezioni. Le sue fibre possono essere inalate provocando nel tempo patologie gravi e spesso irreversibili, come l’asbestosi e diverse forme di tumore. Il rischio non è immediato: possono trascorrere anche decenni tra l’esposizione e la manifestazione della malattia, rendendo ancora più insidiosa ogni violazione delle norme.

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