Attentato incendiario causa notevoli danni alla Rocca di Calatubo

A chi disturba la presenza dell’Associazione, presieduta da Stefano Catalano e Maria Rimi che da oltre anni lavorano con passione e sacrificio salvando dalla distruzione il Castello di Calatubo e la circostante area archeologica visitata da turisti e scolaresche. Solidarietà e rammarico per il vile attentato studiato nei minimi dettagli per arrecare il massimo danno alla Rocca di Calatubo.
E’ accaduto giovedì mattina quando individui rimasti sconosciuti hanno appiccato l’incendio che ha devastato l’area circostante la Rocca del Castello di Calatubo. Le fiamme hanno devastato tutto intorno alla Rocca e il Viale Principe Papè’ di Valdina e sono riuscite persino a penetrare all’interno delle corti del Castello, distruggendo l’impianto di illuminazione e bruciando oltre la metà dei 100 cipressi che l’Associazione, presieduta da Stefano Catalano e Maria Rimi e un gruppo di loro collaboratori, avevamo piantumato e protetto con gabbie per evitare l’ennesima distruzione, per come era accaduto, provocato dal transito di pecore al pascolo.
“È un dolore profondo. Per tutta l’estate, a nostre spese e con enorme spirito di servizio, avevamo accudito questi alberelli garantendo loro l’acqua necessaria. Oggi vediamo il nostro lavoro andare in fumo per l’ennesima volta” dice Stefano Catalano. E poi continua. “Non è la prima volta che la nostra associazione subisce danni immensi: lo scorso anno, oltre la metà degli alberi era stata distrutta dal pascolo abusivo, costringendoci a riacquistare le piante e a installare protezioni a nostre spese. Anni fa, le greggi avevano devastato gran parte dei frutti antichi alla Cuba delle Rose, obbligandoci anche lì a riacquistare gli alberi e a recintare l’area per bloccare i transiti illegali”. Nei giorni scorsi, c’era già stato un tentativo d’incendio notturno, sventato solo grazie al nostro tempestivo intervento e all’arrivo dei Vigili del Fuoco. Incendi quasi sempre dolosi. Gli attentatori o attentatore non avendo provocato danni sono tornati due giorni fa all’attacco, dimostrando la volontà di fare il massimo danno. Appare chiaro un disegno criminale.
Nonostante i viali parafuoco realizzati dalla associazione “Salviamo il castello di Calatubo” , le fiamme non si sono fermate, perché alimentate dal vento. L’attentato arriva alla vigilia del festival “Le vie dei tesori” che ha programmato visite al Castello per la cui salvaguardia si prodigano da oltre dieci anni i membri dell’Associazione che hanno salvato ciò che resta del Castello, prima utilizzato come ovile abusivo, e valorizzato l’area archeologica meta di turisti e scolaresche. Nel luglio dello scorso anno sabotato la Cuba delle Rose svuotandola dell’acqua, oltre 10 mila litri che conteneva. La manomissione ha comportato la morte di quasi tutti i pesci contenuti nella vasca tra le quali tre grosse carpe, uno dei motivi di maggiore attrazione. “Chiediamo con forza di non essere lasciati soli” scrivono i membri dell’Associazione. “Chiediamo al Comune di Alcamo di farsi parte civile per i gravi danni subiti al patrimonio comunale e all’impianto di illuminazione. Chiediamo alle autorità competenti di avviare indagini approfondite per individuare e punire i responsabili di questo gesto vigliacco e intenzionale. Siamo stanchi di vedere i sacrifici di anni andare in fumo.
Chiediamo LEGALITÀ, TUTELA E GIUSTIZIA”! Tra le innumerevoli iniziative, che non sempre hanno trovato e continuano a non trovare adeguate e tempestive risposte da parte delle Istituzioni locali, ovvero il Comune, nell’aprile di due anni fa venne presentato il docufilm dedicato al maniero alcamese dal titolo “Calatubo. Memorie da salvare”. Il documentario racconta la storia millenaria del Castello di Calatubo e del territorio circostante. Nato da un’idea del regista e antropologo documentarista Lorenzo Mercurio con le testimonianze, fra gli altri di Stefano Catalano e Maria Rimi che confermano il lavoro che fa l’Associazione. Ma a chi disturba l’attività portata avanti a Calatubo? Unanime condanna dalle istituzioni, associazioni e cittadini e solidarietà verso l’Associazione per l’ennesimo vile attentato.
