Attentato al Castello di Calatubo: distrutta l'illuminazione e danni alla necropoli, non ci si ferma

Una denuncia presentata dal Comune e sottoscritta dall’Associazione salviamo il castello di Calatubo. Il castello e l’area archeologica è di proprietà del Comune di Alcamo la gestione dal 2014 da parte della Associazione, presieduta da Stefano Catalano e Maria Rimi. Tecnici del Comune dovranno redigere la relazione dopo il sopralluogo per valutare l’entità dei danni che, secondo una prima stima, ammonterebbero a oltre 50 mila euro. A causa del vile attentato distrutto il sistema per la illuminazione e da venerdì sera della scorsa settimana tutta la zona è al buio. Tra i primi interventi c’è l’organizzazione di una evento per la piantumazione di una cinquantina di cipressi distrutti dal fuoco. Questi alberi saranno donati dalla Forestale presso la quale è intervenuta e fatto richiesta l’assessore comunale Valeria Pipitone. I danni dovranno essere riparati con fondi comunali. Danni alla necropoli risalente al settimo secolo avanti Cristo.
Insomma la mano criminale degli incendiari ha agito per procurare più danni possibile. E non è la prima volta. Forse qualcuno intende agire per scoraggiare l’Associazione salviamo il Castello di Calatubo con l’obiettivo di sfrattarla. Ma l’associazione non si lascia intimidire e andrà avanti per tutelare l’area archeologica che ha comportato anche il recupero della Cuba della Rose. Turisti e scolaresche la frequentano attivamente. Sabato e domenica prossimi il castello sarà meta di visitatori che partecipano alle “Vie dei tesori”. L’attentato è arrivato in un momento delicato per una serie di crolli. Appello ancora rimasto sulla carta per puntellare la seconda corte, parte alta del castello, dove recentemente è crollato il tetto distruggendo la cucina accanto ad un terrazzo panoramico dal quale si può ammirare il Golfo di Castellammare, oggi off limits. Con i fondi del Gal recuperata la prima corte che si affaccia sul fronte occidentale.