ASU dei Beni culturali ancora senza contratto, 259 lavoratori aspettano

A oltre quattro mesi dall’annuncio della stabilizzazione, 259 lavoratori ASU impegnati nei Beni culturali, nel Dipartimento tecnico e nelle Infrastrutture della Regione Siciliana sono ancora senza contratto. L’assunzione nella SAS Sicilia, annunciata lo scorso ottobre dal presidente della Regione Renato Schifani, non è mai arrivata. Tutti gli adempimenti burocratici sono stati completati da quasi tre mesi, ma il passaggio finale – la firma – resta bloccato. A denunciare la situazione sono i responsabili regionali di Cobas-Codir e Confintesa, Michele D’Amico e Rosario Greco, che parlano apertamente di una vicenda «semplicemente vergognosa». Secondo i sindacati, il nodo non è tecnico ma politico. Il 23 ottobre 2025, alla vigilia dell’approvazione da parte della Giunta dell’appendice al piano assunzionale 2025 della SAS, Schifani aveva annunciato una svolta. Il provvedimento, spiegava allora il governatore, avrebbe dato «una risposta concreta a centinaia di lavoratori che da anni attendono stabilità», rafforzando allo stesso tempo settori strategici della macchina amministrativa regionale. Parole nette, che lasciavano intendere tempi rapidi. Quattro mesi dopo la situazione è rimasta immobile. Il blocco sarebbe legato all’approvazione del bilancio consolidato 2024 della SAS, atto indispensabile per procedere alle assunzioni previsto dall’articolo 10 della legge regionale n. 1 del 2025. Il documento, secondo i sindacati, è già stato redatto da tempo ed è da circa un mese sul tavolo della Giunta in attesa del via libera definitivo. Eppure il passaggio continua a slittare. Per D’Amico e Greco il motivo è da cercare nelle tensioni interne alla maggioranza. «A causa delle beghe politiche e degli squallidi teatrini ai quali la decadente classe politica ormai ci ha abituato – affermano – l’approvazione del bilancio consolidato viene rinviata di settimana in settimana, fino a quando accordi e baratti politici permetteranno di trovare la quadra». Una situazione che pesa su lavoratori che aspettano una stabilizzazione da quasi trent’anni.