Asp Trapani, due nomine azzerate: il giudice boccia le scorciatoie sui titoli

Due nomine, quasi due anni di procedura e un contratto da oltre 115 mila euro lordi all’anno. Alla fine, a fermare tutto è una sentenza del Tribunale del Lavoro di Trapani che mette nero su bianco un principio: i requisiti previsti dalla legge dello Stato non sono derogabili. Il giudice Eliseo Davì, con sentenza del 14 agosto, ha dichiarato nullo il contratto di Danilo Greco, nominato direttore sanitario dell’Asp di Trapani nel febbraio 2025. Alla base della nomina c’era un elenco regionale degli idonei formato sulla base di un avviso del 2021 che ammetteva anche attestati diversi da quello specificamente previsto per la direzione sanitaria. È qui che nasce il corto circuito. Per diventare direttore sanitario è richiesto infatti uno specifico attestato di formazione manageriale nell’area della sanità pubblica. Un requisito che, secondo il giudice, non poteva essere sostituito da un semplice corso per direttore generale o da titoli considerati equipollenti dalla Regione. Prima di Greco, la stessa vicenda aveva coinvolto Gaetano Migliazzo, nominato nel settembre 2024 e poi dimessosi nel gennaio 2025 dopo il ricorso presentato dal medico Francesco Cristiano Raimondo. L’Asp aveva quindi proceduto con una nuova nomina, ma il problema dei requisiti è rimasto identico. Nel mirino anche il contratto di Greco, firmato il 22 aprile 2025 per un incarico triennale da oltre 115mila euro lordi l’anno più bonus. La convenzione venne sottoscritta, come riportato negli atti, nelle more dell’acquisizione degli esiti dei controlli e indicava lo stesso attestato da direttore generale posseduto dal professionista. Il Tribunale ha quindi dichiarato nullo il contratto. L’Asp dovrà rifare la procedura, e Raimondo non ottiene automaticamente l’incarico: la scelta resta discrezionale in capo ai vertici aziendali. La sentenza apre però una questione più ampia: se l’elenco regionale aveva consentito l’inserimento di candidati privi del requisito specifico, bisognerà capire se il problema riguarda soltanto Trapani o rischia di coinvolgere altre nomine nella sanità siciliana.