Artigiani in fuga da Alcamo, interrogazione al sindaco: “Subito chiarezza sul Piano B per Sasi”

Ora tutti corrono al capezzale della zona artigianale di contrada Sasi, ad Alcamo, dove sono finiti i lotti da assegnare. Una carenza che ha spinto molti artigiani a intraprendere la via dell’emigrazione, andando ad aprire le proprie officine soprattutto nella vicina Calatafimi Segesta. Per recuperare una ventina di lotti è necessario realizzare le opere di urbanizzazione, un argomento trattato da anni nei telegiornali di Alpauno.
Queste opere, sollecitate storicamente dalla Cna e da alcuni giorni anche dalla Fillea Cgil, hanno ora riacceso l’interesse della politica a causa dell’esclusione del Comune di Alcamo dai finanziamenti regionali destinati proprio a contrada Sasi.
L’interrogazione consiliare e il giallo della PEC
I consiglieri comunali di ControCorrente hanno presentato un’interrogazione al sindaco di Alcamo chiedendo:
«Chiarimenti sulla gestione dell’iter e sulle criticità di trasmissione della Pec alla Regione.»
Un presunto guasto tecnico al portale della Regione avrebbe infatti impedito al Comune di accedere a un finanziamento di 1,5 milioni di euro. Nell’interrogazione, i consiglieri Barone, Maniscalchi e Fascella incalzano l’amministrazione:
«Atteso che il progetto esecutivo, approvato con deliberazione della giunta in data 19 febbraio 2026, prevedeva interventi non più procrastinabili per la sicurezza e la competitività dell’area – quali lo sblocco di 4 lotti per un totale di 8 mila metri quadrati – si chiede come e con quali autonome risorse l’amministrazione intenda garantire l’integrale esecuzione di tali opere strutturali. È necessaria la verifica della reale consistenza delle coperture e della fattibilità tecnica del “Piano B”.»
I consiglieri hanno chiesto che la risposta venga discussione direttamente in Consiglio comunale.
I vincoli del nuovo PRG e il rischio paralisi
Oltre all’incertezza sui fondi, le imprese del territorio denunciano le forti criticità del nuovo Piano Regolatore Generale (PRG), il quale imporrebbe limiti edilizi troppo restrittivi, capaci di ostacolare lo sviluppo industriale. Si prevedono tempi molto lunghi per l’assegnazione dei nuovi lotti, con gravi disagi per gli artigiani locali e, di conseguenza, per lo sviluppo economico e la creazione di nuovi posti di lavoro ad Alcamo.