Area artigianale di Sasi bloccata: Alcamo escluso dai finanziamenti regionali ricorre alla Presidenza

Il Comune di Alcamo ha presentato un ricorso straordinario al Presidente della Regione Siciliana contro il mancato finanziamento del progetto esecutivo per il potenziamento e l’efficientamento delle urbanizzazioni primarie e degli interventi ecosostenibili nell’area artigianale e industriale di contrada Sasi.
L’azione legale nasce dall’esclusione del Comune dalla graduatoria definitiva delle operazioni ammissibili, pubblicata il 14 maggio scorso, che prevede fondi per un milione e mezzo di euro. Secondo la Regione, la domanda sarebbe stata presentata oltre i termini di scadenza; un’interpretazione contestata con forza dall’amministrazione comunale, la quale sostiene di aver rispettato i tempi previsti e definisce l’esclusione del tutto ingiustificata.
La questione è di grande rilevanza: il blocco dei fondi penalizza la realizzazione delle opere di urbanizzazione indispensabili per concedere nuovi lotti, oggi del tutto esauriti. Viene così congelata la possibilità di costruire nuovi padiglioni, per i quali si registra una forte richiesta da parte delle imprese. Alcuni operatori, di fronte a questa situazione, hanno già scelto di trasferirsi nei comuni vicini, in particolare a Calatafimi Segesta.
Nella contrada Sasi sono stati di recente ultimati sette nuovi padiglioni che ospiteranno aziende attive nella lavorazione del ferro, produzione di cibo per animali, materiali per l’edilizia, componenti elettronici e impianti elettrici. Si tratta degli ultimi insediamenti possibili, data la saturazione degli spazi. A frenare un ulteriore sviluppo sono i cronici ritardi nelle opere di urbanizzazione — attese da anni — che consentirebbero l’edificazione di altri 10 capannoni suddivisi in 20 lotti da 1.000 metri quadrati ciascuno.
L’avvio delle sette nuove attività garantirà un’occupazione a circa cinquanta persone, che si aggiungeranno ai circa 300 dipendenti già impiegati nelle 35 aziende storiche del comparto. L’area artigianale, inaugurata nel 2002, è da sempre considerata un fiore all’occhiello dell’economia locale.
Il completamento delle opere è stato sollecitato a più riprese dalla CNA e dalla Fillea CGIL. Il caso dell’esclusione dai finanziamenti ha riacceso anche il dibattito politico: i tre consiglieri di ABC-Controcorrente hanno presentato un’interrogazione per chiedere chiarimenti sulla gestione dell’iter di trasmissione della domanda, a cui il Comune ha risposto confermando la regolarità delle proprie procedure.
Nel frattempo, il fronte delle proteste su contrada Sasi si allarga: è stato infatti promosso un ricorso al TAR per l’impugnazione del nuovo Piano Regolatore Generale. Secondo la CNA e le organizzazioni degli ordini professionali, il nuovo strumento urbanistico prevede limiti edilizi troppo restrittivi e vincoli penalizzanti che rischiano di svalutare i terreni e ostacolare la crescita produttiva della zona.