Alcamo, meno burocrazia per le imprese, la CNA incalza la politica

Ridurre il peso della burocrazia sulle imprese e trasformare le richieste del mondo produttivo in proposte concrete da portare nelle sedi istituzionali. È stato questo il tema al centro dell’incontro promosso da CNA Sicilia e CNA Trapani alla Cittadella dei Giovani di Alcamo, che ha visto la partecipazione dell’onorevole Maria Elena Boschi, già ministra e capogruppo di Italia Viva alla Camera dei Deputati. Il confronto è partito dai dati contenuti nell’ultimo Rapporto CNA sulla burocrazia, secondo cui l’attuazione di una serie di misure di semplificazione consentirebbe alle imprese italiane di ridurre il tempo dedicato agli adempimenti amministrativi da 313 a 263 ore l’anno. Un risparmio che, tradotto in termini economici, significherebbe circa 1500 euro in meno per ciascuna azienda e una riduzione del costo complessivo della burocrazia. L’iniziativa ha preso spunto dalla presentazione del volume “Si fa presto a dire impresa – La gabbia delle regole”, pubblicazione che raccoglie dati, analisi e testimonianze sul peso degli adempimenti burocratici che gravano sul tessuto produttivo nazionale. Il dibattito è stato arricchito dalle testimonianze delle imprenditrici Erminia Bianco e Cristina Cianti, che hanno raccontato le difficoltà quotidiane incontrate nel rapporto con la macchina amministrativa. Momento centrale della mattinata è stata la tavola rotonda tra Maria Elena Boschi, Marco Capozi, responsabile Relazioni Istituzionali e Affari Legislativi della CNA, e il giornalista del Sole 24 Ore Nino Amadore, moderata dal responsabile della comunicazione di CNA Sicilia Matteo Scirè. “Abbiamo dato voce a chi ogni giorno subisce la lentezza e la complessità di un sistema che non aiuta a creare lavoro e sviluppo”, ha sottolineato il presidente di CNA Trapani, Giuseppe Orlando. Sulla stessa linea il presidente di CNA Sicilia, Filippo Scivoli, che ha definito l’incontro “un passo avanti nella costruzione di una nuova alleanza tra politica e impresa”. In una Sicilia che continua a fare i conti con ritardi amministrativi e difficoltà nell’attrarre investimenti, il tema della semplificazione resta una delle sfide decisive.