Alcamo, maxivariazione da 12 milioni a un passo dal voto: scontro sul ruolo dell’assessore

di Giuseppe Maniscalchi ·

Al via lo sportello telematico del cittadino al Comune di Alcamo

Un tesoretto di oltre 12 milioni di euro che l’amministrazione comunale di Alcamo potrà gestire in un momento importante come quello che porta alle elezioni comunali. Si tratta di soldi non spesi per i quali il consiglio comunale presieduto da Saverio Messana, ha approvato a maggioranza con 15 voti favorevoli, 2 astenuti e 2 contrari, l’aggiornamento della sezione operativa del Documento Unico di Programmazione 2026-2028, la verifica di sussistenza degli equilibri generali di bilancio e la variazione di assestamento generale.

Una variazione di bilancio di oltre 12 milioni di euro, di cui 9.934.527,58 per investimenti, manutenzioni e servizi; oltre 1 milione e seicentomila euro di avanzo vincolato applicato per la TARI e circa 500 mila euro per ulteriori variazioni di entrate e spese. Investimenti sulle strade, sulla rete idrica, sugli impianti sportivi, sui cimiteri, sul decoro urbano ed il verde pubblico, sulle politiche sociali e culturali. Saranno migliorati gli spazi dedicati allo sport e alla vita pubblica, dice il sindaco. Per quanto riguarda i rifiuti, le risorse derivano dal contrasto all’evasione e dai risultati ottenuti grazie alla differenziata. Previsti oltre due milioni di euro per le politiche sociali dedicate alle fasce deboli, alle persone con disabilità, al sostegno alle famiglie disagiate e tanto altro per chi vive situazioni di disagio socioeconomico. Insomma soldi per tutti i gusti.

Intanto il consigliere comunale Franco Orlando ha presentato una pregiudiziale e un’interrogazione indirizzate al sindaco e al presidente del Consiglio comunale, chiedendo chiarimenti sulla posizione dell’attuale assessore al Bilancio. Secondo Orlando, l’assessore ricoprirebbe contemporaneamente tre ruoli: assessore al Bilancio, consigliere comunale e vicepresidente della Commissione consiliare Bilancio. Una situazione che, a giudizio del consigliere, potrebbe configurare una condizione di incompatibilità o di conflitto di interessi.