Alcamo, l’Opera Pia Mangione rischia il collasso: rette pignorate e conti in rosso, è allarme sociale

L’Opera Pia Mangione di Alcamo attraversa una crisi senza precedenti che mette a rischio la sopravvivenza stessa dell’istituto. Al centro della vicenda vi è un nodo giuridico complesso: il pignoramento presso terzi delle rette versate dai Comuni per l’assistenza degli anziani indigenti.
La vicenda giudiziaria
La procedura esecutiva scaturisce da un decreto ingiuntivo ottenuto da un ex dipendente dell’ente, creditore di diverse mensilità arretrate. L’azione legale ha bloccato le somme che i Comuni convenzionati dovrebbero corrispondere alla struttura, dirottandole verso il creditore.
Tuttavia, il commissario straordinario Rosario Candela solleva un’eccezione basata su consolidate sentenze della Cassazione:
- Natura assistenziale: Le somme versate dai Comuni non sarebbero pignorabili in quanto vincolate per legge alla cura di soggetti fragili.
- Obbligo costituzionale: Tali fondi non rappresentano un semplice credito verso l’IPAB, ma lo strumento con cui lo Stato assolve al dovere di assistenza sociale verso i cittadini più vulnerabili.
L’udienza decisiva è fissata per il prossimo marzo, ma la paralisi finanziaria rischia di anticipare il collasso dell’ente.
L’impatto economico: cifre e scadenze
Il blocco dei fondi ammonta a circa 40.000 euro complessivi (30.000 euro dal Comune di Alcamo e 10.000 da altri enti convenzionati). Questo ammanco impedisce il rispetto di scadenze vitali:
- Rottamazione del debito: Entro febbraio l’istituto deve versare una rata di 16.000 euro.
- Rischio DURC: Il mancato pagamento comporterebbe la perdita dei benefici fiscali e l’irregolarità del Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC).
- Blocco dei contributi: Senza un DURC regolare, l’Opera Pia non potrebbe ricevere alcun contributo pubblico, innescando un circolo vizioso fatale.
L’appello del Commissario
La soluzione auspicata dal commissario Candela è una presa di posizione netta da parte dei Comuni coinvolti. L’obiettivo è il riconoscimento dell’impignorabilità di tali quote, ribadendo che il diritto all’esecuzione forzata non può prevalere sulla tutela dei diritti fondamentali e sulla sopravvivenza di un presidio sociale storico.
Il rischio sociale: Se la paralisi dovesse perdurare, l’Opera Pia Mangione potrebbe essere costretta a interrompere le cure e chiudere definitivamente i battenti, lasciando decine di anziani indigenti e persone fragili senza assistenza e senza alternative sul territorio.